NARDO' - Niente fiori (e lampade votive) ma opere di bene. Si rischia una inaspettata polemica intorno alla ristrutturazione del sacrario dell'associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra (ANMIG) nel cimitero di Nardò. Un vivace battibecco rispolvera l'antico adagio che ben si adatta all'obiettivo di Franco Muci, referente neritino e consigliere provinciale del sodalizio che ha come finalità quella di mantenere vivo il ricordo dei militari che hanno sacrificato la propria vita per la patria. Lampade votive molto care, invece, alla ditta Borgia che gestisce il servizio di pubblica illuminazione nel cimitero in regime di esclusiva sino al 2021.
Il responsabile della società non ha accolto positivamente la proposta di Muci di eliminare portafiori e lampade votive dalla facciata di ogni lapide. Si tratta di circa novanta loculi e per ognuno esiste un piccolo contenitore per i fiori e una lampada votiva. Una proposta avanzata in occasione dell'ultima assemblea, tenutasi nella sala consiliare, prima dell'inizio dei lavori di riqualificazione del monumento. L'idea di Franco Muci è stata condivisa all'unanimità ma ogni singolo nucleo familiare, sono circa cento le famiglie interessate, può decidere in autonomia se togliere oppure mantenere lampada e portafiori.
Il motivo della modifica al prospetto interno della cappella lo spiega proprio Muci: "L'idea è quella di valorizzare i nomi e il volto dei defunti che riposano nel sacrario. Lo statuto, inoltre, prevede l'esistenza di tre sole lampade votive. Quando non ci saranno più familiari a portare i fiori - conclude -, a compensare questa lacuna potrebbero essere le istituzioni con il coinvolgimento di scuole a altre associazioni". Al rituale dei bollettini da pagare per le tre lampade, peraltro a carico dell'Amministrazione comunale, nella più rosea prospettiva di Franco Muci dovrebbero affiancarsi delle azioni di sensibilizzazione per non dimenticare i mutilati e invalidi di guerra. A tal proposito si studia l'ipotesi di costruire una grande fioriera all'esterno del sacrario per lasciare la possibilità a chiunque di porgere un fiore.
Il titolare ditta Borgia, dopo aver ricevuto le prime richieste di disdetta del servizio di illuminazione della piccola lampada votiva, avrebbe manifestato il proprio disappunto direttamente a Franco Muci promettendogli di adire alle vie legali in caso di ulteriori comunicazioni di rescissione del contratto da parte dei soci dell'Anmig. Non solo scontro verbale, quindi, ma anche la possibilità che la storia finisca a suon di carte bollate.















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