NARDO' - Arrestato dai carabinieri giovane estorsore di Nardò.
I militari della Stazione di Nardò hanno nella mattinata odierna proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di estorsione e maltrattamenti continuati in famiglia a carico di Giulio Moscatello, 26enne di Nardò.
Questo ragazzo, già noto ai militari dell’Arma per un’estorsione avvenuta nel 2009, è stato individuato per aver commesso il medesimo reato assieme ai maltrattamenti, questa volta a carico della madre e del fratello disabile.
La madre, disperata, si è presentata alcuni giorni fa in caserma a Nardò, denunciando il figlio. Quest’ultimo, sempre più alla ricerca di soldi, quotidianamente le chiedeva dai 30 ai 50 euro, offendendola e ripetutamente schiaffeggiandola per convincerla.
Non solo. Negli ultimi tempi, vedendo una certa ritrosia da parte della madre nel consegnargli le somme, il MOSCATELLO era arrivato ad offendere, minacciare e picchiare anche il fratello minore disabile. La madre, a questo punto, aveva ricominciato a cedere alle richieste del figlio.
Le violenze fisiche e psicologiche erano iniziate mesi fa. Spesso i militari dell’Arma, sentendo urla provenienti dalla casa erano intervenuti per capire di cosa si trattasse ricevendo dalla stessa vittima scuse di circostanza. Infine però, vessata continuamente e rendendosi conto, oltretutto, che i soldi erano impiegati per l’acquisto di stupefacenti ed alcool, non ha più retto e si è recata dai militari di Nardò.
Dalle indagini è emerso che la signora, intenzionata a denunciare il figlio sin da quando, alcune settimane orsono, quest’ultimo aveva iniziato a maltrattare anche il fratello disabile, si era sempre rifiutata di farlo perché minacciata in tal senso da Giulio Moscatello.
Vista la gravità dei fatti, l’unica cosa da fare era richiedere un provvedimento di custodia cautelare ed il GIP Cinzia Vergine non solo ha ritenuto gravi i fatti dimostrati e gli elementi raccolti nell’ambito delle immediate ed approfondite indagini svolte dai Carabinieri della Stazione di Nardò, ma ha anche evidenziato che l’unico modo per porre fine a questa serie di maltrattamenti, minacce e richieste estorsive fosse infliggere al giovane la misura della custodia cautelare in carcere.
Questa mattina, recatisi a casa dello stesso, i militari di Nardò gli hanno notificato l’ordinanza e lo hanno successivamente tradotto presso la Casa Circondariale di Lecce a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.















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