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Le falle dell'impianto del Piano coste di Nardò. Un intervento ed una notizia

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NARDO' - Nella vicenda che lo vede intento ad azzerare le procedure già in corso per l’affidamento di alcune aree demaniali per l’impianto di stabilimenti balneari, il Comune di Nardò ha registrato la seconda grave battuta d’arresto da parte del Tar Lecce. Ci racconta tutto, con il suo intervento che pubblichiamo integralmente, l'avvocato Alessandro De Matteis. 

Ieri, con ordinanza cautelare n.428 del 11.9.2015, in accoglimento di un ricorso promosso da D.M. difeso dall’avv. Alessandro De Matteis, il TAR Lecce Sezione Prima (Pres. e Relatore dott. Cavallari) ha sospeso la determinazione dirigenziale n.625 del 31.7.2015 che costituisce l’ennesimo (siamo al secondo!!) provvedimento di “ritiro” dei “rende noto” a suo tempo pubblicati per l’affidamento di sei concessioni demaniali nelle marine di Nardò, e con essa l’efficacia del bando pubblico e della relativa procedura oggi in corso per l’assegnazione della medesima area demaniale richiesta da D.M.

Praticamente il giudice amministrativo, col sospendere gli effetti del secondo provvedimento di “azzeramento” dei “rende noto”, ha congelato la nuova procedura regolata da bando i cui termini per la presentazione delle domande sarebbero dovuti scadere il 30 settembre prossimo.

Nulla di fatto quindi per il Comune di Nardò che vede per la seconda volta bloccato dal TAR in suo proposito di fare tabula rasa di tutti i procedimenti ordinari di rilascio delle concessioni demaniali già in corso da tempo, avviati ed istruiti con le consuete modalità previste dal codice della navigazione e dal relativo regolamento attuativo.

Si tratta sostanzialmente della “replica” di quanto già accaduto nel giugno e nel luglio scorso.

L’ente, infatti, aveva già adottato un primo provvedimento (determinazione n.458 del 12.6.2015) di “ritiro” di tutti i “rende noto” (sono sei complessivamente), essenzialmente motivato sulla scorta della ravvisata “necessità” di applicare la nuova normativa regionale (art.8 della L.R. n.17/2015) che prevede per l’appunto l’indizione di gare pubbliche regolate da bando.

Impugnato da altri ricorrenti, il provvedimento crollava sotto i colpi dei primi provvedimenti cautelari del TAR Lecce (ordinanze n.328, 329 e 330 del 9.7.2015) che ravvisavano essenzialmente l’inadeguatezza della motivazione e perciò ne sospendevano gli effetti.

Indomito, il Comune di Nardò rinnovava il provvedimento di ritiro, adottando la nuova determinazione n.625 del 31.7.2015 assistita da una “motivazione rafforzata” nel tentativo di superare i rilievi mossi dal TAR rispetto al precedente omologo atto.

Come già detto, la nuova determinazione n.625/2015 (assieme al bando che mette in gara l’area in questione) è stata impugnata innanzi al TAR da D.M. che ha registrato nella giornata di ieri l’accoglimento della domanda cautelare.

In questa ultima decisione il Tribunale Salentino afferma il principio secondo cui <<l’indizione di una procedura comparativa in base alla normativa vigente alla data della stessa crea l’affidamento dei soggetti interessati ( specie se gli stessi abbiano provocato l’indizione della procedura ) allo svolgimento e alla conclusione della procedura in base alla normativa osservata con l’indizione>>.

In altri termini, secondo il TAR Lecce, è legittimo attendersi che le procedure di rilascio già in corso –per il rispetto che è dovuto all’affidamento ingenerato in quanti abbiano vi preso parte o vi abbiano dato principio con la propria domanda--- proseguano secondo la legge vigente al tempo in cui sono iniziate, vale a dire con le modalità dettate da Codice della Navigazione e dal suo Regolamento (ossia secondo la seguente sequenza: a- presentazione dell’istanza di concessione, b- pubblicazione della stessa o meglio pubblicazione del cd. “rende noto” ai sensi dell’art.18 del cit. Reg., c- decorrenza di un termine per l’eventuale presentazione di domande concorrenti, d- istruttoria e comparazione in caso di più domande, e- rilascio).

Una eventuale decisione di revocare i “rende noto” ed i relativi procedimenti demaniali già in corso per indire nuove procedure regolate da bando secondo la nuova sopraggiunta normativa regionale (decisione per l’appunto attuata con le determinazioni n.458 prima e n.625 poi) deve quindi necessariamente essere giustificata –prosegue il TAR- <<… da uno specifico raffronto fra le modalità da osservare secondo la procedura indetta e le modalità prescritte dallo ius superveniens e quindi dalla comparazione fra le une e le altre quanto alla tutela assicurata alla trasparenza dell’attività amministrativa, alla soddisfazione dello specifico interesse pubblico gestito ecc>>.

Prospettazione e raffronto che, allo stato, manca anche in questo secondo ed ultimo provvedimento di ritiro dei rende noto: <<nella specie la determinazione 31 luglio 2015 n. 625 si fonda essenzialmente sulla vincolatività della l.r. n. 17 del 2015 e della circolare della Regione Puglia in data 20 aprile 2015, senza tener conto dell’affidamento ingenerato con l’indizione di una procedura concorsuale ai sensi dell’art. 18 del Regolamento del Codice della Navigazione e quindi senza procedere ad alcun raffronto, ai fini indicati, fra le modalità della procedura indetta e quelle di cui all’art. 8 della l.r.n. 17/2015>>.   Ragion per cui il TAR ha nuovamente sospeso.

Deficit questo che al ricorrente pare facilmente colmabile, giacchè, ad avviso del D.M., le esigenze di trasparenza e concorrenza –e finanche l’obiettivo di orientare l’affidamento verso soluzioni rispettose dell’ambiente e dell’eco-compatibilità-- sono egualmente raggiungibili anche mediante le consuete procedure oggi in corso regolate dal Codice della Navigazione senza che risulti a tal fine indispensabile revocarle per dar vita a nuovi bandi.

Oltretutto, lo sforzo oggi profuso dall’ente ---assai rilevante in termini di attività amministrativa e di risorse pubbliche--- per opporsi a quei cittadini che in perfetta buona hanno già da tempo presentato le proprie istanze secondo la legge al tempo vigente, subìto i ritardi dell’ente e conseguito posizioni vantaggio che oggi si vorrebbe cancellare appare manifestamente eccessivo e sproporzionato se si pensa che in gioco ci sono solo poche concessioni.

A che e chi giova dunque questa continua e massiccia reiterazione di atti ostili verso chi ha in corso vecchie istanze e vecchi procedimenti demaniali che attendevano ed attendono di essere definiti e che probabilmente sarebbe già stati definiti se si fossero rispettati i tempi di legge ??!!

La sensazione è che si sia innescata una contesa che non ha di nulla di costruttivo e di autenticamente funzionale all’interesse pubblico.

L’auspicio che il Comune si astenga dal terzo tentativo.

^^

Note storiche sul procedimento di D.M.

D.M. presentava in data 19.8.2013 istanza di affidamento in concessione di un compendio demaniale marittimo esteso mq. 2448,59 per l’installazione di uno stabilimento balneare

Il Comune rigettava l’istanza con provvedimento del 6.5.2014.

L’ente neretino poneva (allora come oggi) la specifica esigenza di una “pubblica gara”, così determinandosi al riguardo: <<vi è quindi l’esigenza di garantire una effettiva concorrenza tra gli operatori del settore, sicché per il rilascio di ogni concessione demaniale l’amministrazione promuoverà una procedura di affidamento mediante pubblica gara>>.

Impugnato con ricorso n.1752/2014 dinanzi alla Prima Sezione di codesto On. TAR, il provvedimento di rigetto veniva annullato con sentenza n.2480 del 13.10.2014.

Dopo il deposito della sentenza il Dirigente SUAP formulava la nota 17.10.2014 prot. 36737 indirizzata al Dirigente dell’Area Funzionale 2 in cui, dopo aver premesso l’esito del giudizio TAR, così concludeva: <<… si richiede l'emissione dell'autorizzazione demaniale necessaria all'adozione del provvedimento concessorio conclusivo da parte dello scrivente, con ogni urgenza ritenuta opportuna ad evitare eventuali ulteriori contenziosi>>. Secondo il SUAP si doveva quindi procedere al rilascio della c.d.m. in favore del ricorrente.

Appena un giorno prima, però, la Giunta Comunale aveva varato la deliberazione n.328 del 16.10.2014, con cui sostanzialmente si disponeva di bloccare l’esame delle domande di concessione pendenti e di procedere all’affidamento dei compendi mediante gara pubblica regolata da bando.

Per via di tale delibera, il procedimento veniva sospeso o bloccato sine die.

In risposta a tale delibera, il deducente promuoveva dinanzi al TAR Lecce il ricorso n.112/2015 per ”l’esecuzione della sentenza esecutiva del TAR Puglia - Lecce Sez. Prima del 13.10.2014 n.2480”, già passata in giudicato.

Il giorno 16.3.2015, nel corso quindi del giudizio di ottemperanza, il Comune pubblicava il “rende noto” (art.18 Reg. Cod.Nav.) relativo all’istanza del sig. D.M. .

Con sentenza n.956 del 19.3.2015 il TAR Puglia Lecce Sez. Prima accoglieva il ricorso per ottemperanza ordinando << … al Comune di Nardò di provvedere al completamento del procedimento descritto in motivazione entro gg. 60 dalla pubblicazione/notificazione della presente sentenza >>.

In costanza di questo ordine del TAR ed a termini assegnati scaduti, il Comune di Nardò si determinava al ritiro dei rende noto.

Il tutto nonostante due precedenti ricorsi e ben due sentenze favorevoli.

Avv. ALESSANDRO DE MATTEIS