NARDO' - Basta collegare l'agricoltura locale ai lavoratori stagionali extracomunitari. Michele Muci, responsabile del consorzio agrario di Nardò, rompe gli indugi alla vigilia di una stagione che si preannuncia molto calda sotto diversi aspetti. E non risparmia pungenti critiche all'Amministrazione comunale...
"Qualcuno, soprattutto nelle stanze di palazzo di città, si è chiesto se le aziende agricole esistono ancora dopo il disastroso 2011? E se sono sopravvissute alla crisi, in che condizioni sono? Riguardo alla necessità di lavoratori stagionali, infine, conoscono le reali esigenze delle realtà neritine?".
I temi affrontati da Muci sono quanto mai attuali. E proprio nei giorni scorsi c'è stato il primo incontro ufficiale tra sindacati, imprenditori agricoli e istituzioni per affrontare al meglio l'annoso problema della gestione della presenza di lavoratori extracomunitari sul territorio di Nardò.
"Ben venga la ristrutturazione di un immobile comunale - spiega Michele Muci - ma non sia propagandato come un intervento per l'agricoltura locale. Le aziende agricole del territorio gestiscono in proprio l'impiego di manodopera per le varie operazioni nei campi. I lavoratori stagionali extracomunitari sono direttamente chiamati dagli imprenditori e sono questi ultimi che si occupano di trovare loro un posto dove dormire. Il centro di Boncuri servirà per altri motivi, non certo per ospitare forza lavoro da impiegare in campagna". Uno studio della Coldiretti, inoltre, ha quantificato una drastica riduzione delle superfici coltivate ad angurie e pomodori. E per logica conseguenza ci sarà meno richiesta di lavoratori nel territorio di Nardò e dintorni.
Gli ultimi dati Istat rafforzano ulteriormente i timori di chi prevede una invasione di extracomunitari che rimarranno senza lavoro. Secondo gli ultimi dati dell'Istat sull'occupazione del mese di marzo, si sta registrando un notevole aumento di richieste delle assunzioni nel settore agricolo da parte di lavoratori che hanno perduto il posto e cercano nell'agricoltura un'opportunità di guadagno. Un riavvicinamento (forzato) alla terra che conferma lo stesso Muci: "decine di neritini ogni giorno chiedono di poter lavorare nelle campagne perché non trovano altra collocazione oppure hanno perso il loro posto di lavoro".
I primi extracomunitari, intanto, sono già arrivati sul territorio neritino e attendono di conoscere il loro destino lavorativo.
Andrea Zacà

