NARDO'/UGENTO - Dopo le polemiche per la "rinascita" del tributo ecco che la Coldiretti spiega che "i consorzi di bonifica non sono un inutile carrozzone". Ne è convinto il direttore di Coldiretti Lecce, Benedetto De Serio, che interviene sulla polemica in merito alla consegna di centinaia di cartelle esattoriali.
«E’ giusto apportare le necessarie modifiche ai piani di classifica - dice il dirigente dei coltivatori diretti salentini - in modo da renderli conformi alla realtà territoriale dei diversi comuni. Ma è altresì sacrosanto rispondere al principio stabilito con i pronunciamenti della Corte di Cassazione in base al quale ci deve essere una correlazione diretta tra il contributo di bonifica e i benefici che l’opera di bonifica apporta all’immobile». Una tassazione equa, dunque. De Serio non ci sta però a considerare i Consorzi dei carrozzoni inutili. «E’ invece improcrastinabile riaffermare la strategicità di questi enti per il migliore utilizzo dell’acqua e della salvaguardia dei territori in modo più razionale e sostenibile, allo scopo di consentire una interazione fra rispetto dei requisiti della condizionalità da parte delle imprese ed azioni a valenza ambientale».
«Non possiamo in alcun modo - insiste - permetterci di ignorare il ruolo che avranno i Consorzi di Bonifica per garantire alle imprese agricole di ricevere pagamenti diretti per il “greening” e sfruttare le risorse per gli investimenti nei futuri piani di sviluppo rurale. In una recente proposta presentata dalla Commissione Europea per lo sviluppo rurale, attraverso gli investimenti in infrastrutture irrigue, è richiesta la dimostrazione che da essi derivi un risparmio di almeno il 25 per cento della risorsa idrica. Senza il concorso di sistemi collettivi di irrigazione questa dimostrazione non può praticamente essere data. Inoltre, la partecipazione ad enti di irrigazione collettiva e l’efficienza di tali enti sono condizioni essenziali per consentire alle imprese di dimostrare di aver assolto agli obblighi di condizionalità ». I consorzi avranno dunque un ruolo importante per permettere alle aziende di ricevere soldi dall’Europa .
«Se è vero che gli incriminati piani di classifica, così come sono stati proposti, già riducono del 50 per cento la superficie perimetrata - prosegue De Serio - non vi è alcun dubbio che la macchina organizzativa vada rimodulata. Non è infatti pensabile scaricare sull’utenza costi impropri, riconducibili ad inefficienze di sistema». «È infine indispensabile - conclude De Serio - che gli agricoltori non rinuncino mai alla necessità di una gestione unitaria del territorio. La stessa cosa è richiesta ai Comuni. Diversamente, un frazionamento spinto delle competenze produrrebbe solo guasti insanabili al territorio, sia in termini di dotazioni infrastrutturali sia in termini di disattivazione dei principali presidi di salvaguardia ambientale ».

