NARDO' - Tramite Fabrizio Dell'Abate arriva il parere di Ardire sulla ZTL: esperimento riuscito ma con riserva.
Per tanto tempo, forse troppo, si è parlato della possibilità di chiudere al traffico il centro storico, ed ora, tra tanti se e tanti ma, finalmente la sperimentazione è partita. Noi dell’associazione Ardire, che da cinque anni viviamo quotidianamente la realtà del borgo antico, non possiamo nascondere la nostra soddisfazione nel constatare che finalmente qualcosa si muove nella giusta direzione.
Noi crediamo che il centro storico sia una risorsa illimitata per la crescita economica della città di Nardò, una risorsa, però, mai realmente valorizzata e da troppo tempo abbandonata ad un inesorabile degrado. Vile realtà, questa, che mette in seria difficoltà le poche realtà commerciali e non, che, tra mille sacrifici, vivono o meglio sopravvivono.
Abbiamo volutamente deciso di esprimere il nostro parere con qualche giorno di ritardo per toccare con mano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il contrasto tra quanto accaduto sabato a partire dalle 20 e le “buone abitudini veicolari” riprese dal lunedì.
Tutto ciò ci porta a sostenere che la chiusura potrebbe, e dovrebbe per certi versi, essere il segnale di un’inversione di tendenza, di un rilancio di quello che per i più è il cuore di questa città e che dovrebbe rappresentare un complesso culturale decisamente lontano dalla caotica routine urbana.
In questo “Weekend ZTL”, come lo abbiamo definito noi, è emersa una realtà diversa da quella a cui un po’ tutti siamo abituati. Abbiamo riscoperto il piacere di passeggiare in Piazza Salandra senza dover fare alcuno slalom tra la auto e finalmente, udite udite, nessuno di noi ha corso il rischio di essere travolto dal pilota di turno che percorre in senso vietato Corso Vittorio Emanuele II, la via del teatro per intenderci.
Il Weekend ZTL ha permesso a dei bambini di giocare con un pallone, a famiglie e ragazzi di godere della bellezza dei nostri monumenti, di respirare aria salubre e chi più ne ha più ne metta.
Per i suddetti motivi e non solo, potremmo dire che l’esperimento sia pienamente riuscito, purtroppo però, c’è ancora tanto lavoro da fare sia dal lato dei cittadini sia da quello degli amministratori.
Tanto per dirne una, spesso a Nardò il buon senso latita. Basti pensare che alle 20 di sabato c’erano ancora molte auto, naturalmente sprovviste di autorizzazione, che furbescamente ed in alcuni casi ignare del divieto, continuavano a transitare per le vie del centro. Purtroppo sono ancora in troppi i cittadini che non rispettano la segnaletica stradale. Il primo premio sicuramente va consegnato al divieto di sosta che, per qualcuno potrebbe anche essere eliminato dal gruppone dei segnali. Se poi si pensa che la piazza spesso viene scambiata per un parcheggio abusivo siamo proprio alla frutta. È proprio su questo che bisogna lavorare, cercando di far prevalere il buon senso e l’educazione stradale, due valori dai quali non si può più prescindere.
Ma la riflessione certamente più importante è quella che ci è giunta dialogando con i passanti nella giornata di domenica che hanno trovato un centro storico vuoto, senza allegria e certamente poco invitante se non per una breve passeggiata.
Effettivamente, se alla chiusura non si affianca un minimo di programmazione l’esperimento è destinato a fallire con lo spegnersi dell’entusiasmo iniziale. Le poche attività commerciali presenti, fatta eccezione per qualcuna, erano tutte chiuse. Non staremo certo qui ad elencare i benefici in termini di vendita che avrebbero potuto ottenere in caso di apertura. In questa fase, infatti, giochiamo tutti un ruolo fondamentale e nessuno può esimersi dal dare il proprio contributo.
In primis l’amministrazione comunale che, a nostro avviso, non potrà limitarsi al mero provvedimento di chiusura, ma dovrà agevolare, stimolare ed incentivare le iniziative che arriveranno dalle varie realtà associative e sostenere gli imprenditori che hanno deciso di investire i risparmi di una vita nel centro storico. Inoltre è necessario un intervento celere sui locali comunali assegnati ai circoli di anziani. Pur riconoscendo l’alta valenza del gioco della briscola o del tresette, riteniamo inconcepibile che locali così centrali, belli ed appena ristrutturati possano ospitare circoli di questo genere.
Pensiamo che sia più opportuno forse trasferire questa gente in luoghi diversi ed impiegare quei locali per fini certamente più consoni allo sviluppo economico e culturale del centro storico.
Nessuno, in questa sede, vuole sindacare i motivi per i quali questi locali sono stati destinati ad attività di questo genere, ma un intervento rapido risulta oggi determinante.
Come tutti sappiamo, la strada è ancora lunga ma non c’è più tempo da perdere. L’amministrazione sabato ha fatto un piccolo passo avanti, a noi cittadini ora spetta il compito di raccogliere l’invito e fare in modo che Nardò ed il suo centro storico recuperino la dignità ed il prestigio che si sono guadagnati nei secoli, ovviamente fermo restando l’impegno concreto e sostanziale dell’amministrazione a portare avanti le attività in maniera corretta e giudiziosa.

