NARDO'- Pochi lo conoscono. E' una persona della quale si sa poco e la situazione è resa anche più confusa dalla presenza, in città, di un paio di omonimi, perdipiù coetanei.
Alla fine, il barista di Nardò di 32 anni, ha confessato di aver ucciso il contadino di origine sarda Giampiero Murinu, 39 anni, e che dietro la tragedia c’era la relazione sentimentale che aveva allacciato con la sua convivente, una 35enne di Galatina.
La confessione all’una di notte negli uffici del commissariato galatinese, davanti al sostituto Paola Guglielmi, presenti i suoi difensori, gli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna.
Pare che l'’uomo abbia dichiarato che, mentre era a bordo della Lancia Phedra della vittima, stava discutendo proprio della donna conresa.
Ad un certo punto, alzatisi i toni, si sarebbe accorto che Murinu stava tirando fuori la sua pistola. Come in un duello western, però, Alfieri sarebbe stato più lesto estraendo la sua e freddando l'avversario.
Tutto ciò è successo in contrada «Lovita-case rosse» di Collemeto, a poche decine di metri dall’abitazione di Murinu.
Quindi sarebbero due le armi da cercare? e dove sono finite? Il presunto omicida, ora in carcere, è poi uscito dal finestrino dell'auto perché le portiere derano state bloccate da Murinu. Insomma, a quanto pare in un modo o nell'altro, la vicenda era destinata a finisre male.
Molti lati oscuri emergono dalla ricostruzione trapelata in queste ore ma ci sono sicuramente elementi non noti che rendono più limpida la situazione agli inquirenti.

