NARDO' - Countdown è una parola della lingua inglese che significa "conto alla rovescia".
Per ovviare e superare al più presto la “vox populi” che ‘avverte’ epidermicamente l’evidente palpabile silenzio amministrativo come tacito messaggio subliminale, a conferma dell’impreparazione ad affrontare con volontà, spirito di coesione, impegno e assoluta concretezza le necessarie priorità da stabilire, per operare interventi importanti ‘per’ e ‘sul’ territorio, l’Osservatorio sulla città, vuole contribuire a far chiarezza proprio cercando di ‘imbastire’ uno spazio condiviso tra istituzioni e cittadini (come sempre si fa con le componenti incapaci o che non hanno voglia di relazionarsi). Proprio per dissolvere e far alzare finalmente le fitte nebbie della confusione, degli equivoci, dell’approssimazione, del ‘batti e ribatti’ estenuante, delle banalità perpetrate, della tuttologia spicciola, propone che tutti gli interpreti dell’Amministrazione comunale di Nardò si ‘espongano’ specificando le loro idee.
I temi? Li conosciamo tutti in quanto viviamo a Nardò e da quello che vediamo siamo rappresentati!
Che sia il maggiore controllo della sicurezza (aumento furti), il congestionamento della viabilità (mancanza zone parcheggio), l’occupazione (per un paese da recuperare sarebbero tante le occasioni di lavoro), i circuiti turistici (si attende formazione progettazione di nuova classe imprenditoriale), i circuiti gastronomici (un terra ricca come la nostra deve promuovere i suoi prodotti locali), i musei della memoria (dimenticata), della civiltà contadina (bistrattata), delle chiese (chiuse), delle torri (lasciate crollare), i palazzi gentilizi (non defiscalizzati incentivando la loro riqualificazione), dei localini alternativi (che una delibera unanime ha congelato precludendone le varianti progettuali che Nardò meritava), le fontane (sporche e vuote), del frontemare (24 km dequalificati e inaccessibili a diversamente abili), le piste ciclabili (poche e limitate a tratti), la riconversione ecosostenibile (sia fisicamente con il recupero di energia dal sole, che concettualmente (edilizia ‘massiva’ e brutta, figlia di mancate norme e regolamenti) ecc…
Le risposte dovranno, se possibile, essere chiare specificando e rispettando le normali procedure di confronto per cui ogni tematica dovrà assolvere al “WWWWW” giornalistico, cioè toccare il WHAT («Cosa») il WHEN («Quando») WHERE, il («Dove»), il WHY («Perché»), il WHO («Chi»). Non ci saranno nè telecamere nè registrazioni devono farlo volontariamente come sapranno solo loro fare, d’altronde sono stati votati per raccontarci la città. O no?
Che scelgano loro il modo (i giornali locali non mancano, i siti e i blog altrettanto, e dunque aspettiamo con impazienza le loro buone nuove sule quali dovranno essere costantemente giudicati e non solo sulle promesse appena saliti “in plancia”, o sbaglio? Qualcuno potrà equivocare questa iniziativa come ‘deriva populista’, ma prima sarebbe bene che girasse il mondo e poi si guardasse attorno qui a Nardò).
Vista la mancanza di messaggi chiari sul futuro, secondo i passi necessari di condivisione, vorremmo comprendere quale pratica gestionale della cosa pubblica stia evolvendosi in ‘dibattimento’ per essere poi ‘partecipata’ dalla collettività e poi ‘attuata’ dall’Amministrazione tutta, sapendo che la stagione estiva è ormai alle porte e che Nardò, contemporaneamente andrebbe concettualmente riprogettata dal 2012 al 2020.
L’Osservatorio sulla città di Nardò interroga uno per uno i componenti della sua amministrazione (maggioranza, comprese opposizioni e indipendenti) che volontariamente dalle pagine dei giornali locali, uno per volta sapranno (se vogliono) trovare spazio ed esporsi come sempre hanno fatto, quando si trattava di cercare riflettori, tappetini rossi e banchi mediatici, alla ricerca spasmodica di consenso elettorale.
Ora, è il momento di proferire almeno una parola per i cittadini sulla loro alternativa di citta’, attualizzabile in step nei prossimi anni. E soprattutto, una volta scelta la prospettiva, se ci crederanno fino in fondo senza saltare di qua e di la, a seconda delle convenienze (è di gran voga qui a Nardò che, ogni salto vale una medaglia la valore politico). Noi dell’Osservatorio sulla città, vorremmo conoscere il minimo sufficiente programma strategico d’azione per la riqualificazione di Nardò e la visione di tutti i consiglieri (uno per uno) su quest’argomento, visto che fin’ora niente e’ stato pronunciato a questo proposito.
L’Osservatorio sulla città, accoglierà e raccoglierà la risposte. E Pensate un po’ la famosa lungimiranza dell’Osservatorio che aggiunge:
il countdown non si azzererà in caso di cambi di casacca, appoggi esterni, rimpasti, formazione di grupponi misti, ecc…ecc…, ma anzi a maggior ragione vorrà interloquire con i nuovi ‘virgulti’ che la politica saprà scegliere per il governo della città.
Da oggi, dunque, parte un conteggio che sarà il peso del silenzio, di fronte ad una città che ha bisogno di crescere e vi apre le braccia chiedendovi aiuto.
N.B. Spero che i siti e i blog appoggino questa iniziativa perché fertile di nuovi rapporti più vivi e sinceri con gli interpreti (se vogliono) della città a venire.
Osservatorio sulla città – Nardò (Le)

