NARDO' - "Pro forma" ma una donna in giunta c'era. Ora sono in quattro a protestare per il nuovo esecutivo tutto azzurro di Marcello Risi.
E dopo il rimpasto in giunta, niente donne nelle stanze del potere!
Esce Francesca Muci, unica assessore donna della giunta Risi, ed entra Giuseppe Tarantino, ex assessore della giunta Vaglio. Ma oltre alla continuità con Antonio Vaglio e allo stupore per una nomina sub judice, essendo ancora pendente un giudizio davanti al Consiglio di Stato con lo scranno di Tarantino a rischio, a sorprendere di più è l’assenza di esponenti del gentil sesso in giunta con la nuova composizione. E così nell’assise più importante siederanno 8 uomini (sindaco incluso).
La nomina della Muci nel luglio 2011 non mancò di suscitare aspre polemiche, anche nella stessa maggioranza, soprattutto per la stabile permanenza della stessa a Roma per motivi di lavoro. Donne di riconosciuta esperienza e preparazione e simboli della sinistra neretina come Rina Calignano e Genoveffa Giuri si scagliarono contro il sindaco e la neo assessore contestando la scelta, il metodo e obiettando che c’erano altre donne più adatte ad occupare quella postazione.
Oggi, a 1 anno di distanza, con una Muci tra le più assenti dalle riunioni di giunta perchè impegnata nella realizzazione di film, non resterà neanche quella soddisfazione per le donne di Nardò rimaste senza alcuna rappresentanza. Nessuno rappresenterà il 52% della popolazione, quella femminile. E a nulla servono le “consulenze esterne” all’ex assessore Muci se non ad aggravare ulteriormente la già disastrosa situazione delle casse comunali.
I casi di mancanza di quote rosa in giunta hanno significato in numerose circostanze negli ultimi anni, in giro per l’Italia, ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato da parte di associazioni femministe ed escluse interessate decretando, conseguentemente, la modifica degli Statuti comunali. Chissà che non succeda anche a Nardò, costringendo Risi al secondo rimpasto in un anno appena di mal Governo.
Noi, dal canto nostro, da ragazze impegnate per il bene della nostra Città e della nostra gente, chiediamo al sindaco di ripensare questa decisione scellerata (l’ennesima) e maschilista. Le donne di Nardò che in passato hanno avuto illustri esponenti in politica (come non ricordare Renata Fonte?) meritano di avere una rappresentante in giunta laddove le decisioni più importanti vengono prese. Se così non fosse, il parallelismo tra Nardò e i regimi maschilisti del cosiddetto Terzo Mondo verrebbe spontaneo, con la donna relegata ai margini della società neretina.
Comunità Militante Andare Oltre
Caterina Bianco
Fiammetta Matilde Borgia
Giulia Puglia
Nelita Manno

