NARDO' - Il centro studi Don Milani prende in esame gli avvenimenti degli ultimi giorni.
Incredibile … ma vero!
Di tutto ci saremmo aspettati, noi neritini, meno che essere trattati con tanta qualunquistica volgarità.
A quanto pare, per ovvi motivi di sudditanza politica, qualcuno pensa che (e dalle cronache del “sacco di Nardò”, che si sta perpetrando da decenni, non potrebbe essere diverso, in effetti, appare chiara l’idea di un ‘gustoso’ territorio di conquista) di fare ‘terra bruciata’ di uno dei comuni di chiara potenziale ricchezza e più estesi della regione.
Mancano i soldi, indovinate per cosa? Per poter realizzare l’ampliamento dell’Area Marina Protetta fino a Portoselvaggio! Praticamente più Nardò tenta di muoversi con tutte le sue energie per dare un segno forte per la salvaguardia del suo paesaggio e sostenere con decisione l’unica fonte certa di sviluppo possibile (economico, culturale, occupazionale e di attrazione turistica) e più si scontra con muri di indifferenza verso, proprio, quell’argomento che per noi si rivela, giorno per giorno, vitale. Noi del Centro Studi “don Milani” molto ci siamo impegnati per l’ipotesi alternativa della condotta sottomarina di torre Inserraglio di Nardò evitando lo scarico di acque reflue ‘in mare’ (contraddizione evidente nei termini che fanno perdere valore alla politica di risparmio per quei territori a rischio desertificazione). E molto ci impegneremo per dialogare e far sentire la nostra istanza fino ai livelli decisionali più alti. Abbiamo voluto fortemente (e non è stato facile) coordinare le diverse ‘voci’ che mai si erano trovate insieme a ragionare intorno ad un argomento, apponendo istanze e discutendole con esperti, enti, associazioni, istituzioni, comitati. Siamo assolutamente d’accordo con Angela Barbanente che si dice contrariata dalla presa di posizione di Porto Cesareo, in quanto, dopo aver avuto il supporto per il PUG, ora ricambia l’interessamento con l’assoluta negazione all’ampliamento dell’Area Marina Protetta (così non si ricostituisce un territorio). Ma a parte questo, ciò che noi del Centro Studi “don Milani”, sentiamo determinarsi come una situazione paradossale è ascoltare giorno per giorno il flusso di danaro che a pioggia anzi a torrenti, la macchina burocratica divora, in tutti i settori da decenni (quelli sì, da razionalizzare) e poi non si trovino i soldi per salvaguardare una zona la cui realtà attirerebbe circuiti di turismo “medio/alto” con economie di scala che tutti conosciamo bene, cosa sono capaci di generare, per un territorio potenzialmente ad alto livello naturalistico come il nostro.
Vero è, che Legambiante pone la situazione da un altro punto di vista chiarendo sempre più la realtà dei fatti. L’AMP una volta realizzata, dicono il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini e il responsabile di Legambiente Nazionale Sebastiano Venneri, porrebbe sotto uno speciale controllo quella zona. E qui la questione diventa di responsabilità politica che, a maggior ragione, dovrebbe tenerci in modo particolare, dando prova davvero di consolidare il suo rapporto con il territorio.
Naturalmente è chiaro che se domani parte quella lettera per il Ministero dell’Ambiente a Roma che contiene la rinuncia da parte del Comune di Nardò, di Porto Cesareo e della Provincia di Lecce all’ampliamento dell’Area Marina Protetta, si taglia (ancora una volta) una grossa fetta di possibilità per lo sviluppo della nostra città. Non è un buon auspicio per chi del paesaggio e dell’ambiente vuole fare la sua medaglia al valore ‘cittadino’ o ‘provinciale’.
La ‘politica’ in questo caso, evidenzierà un’altra volta, la mancanza di quella colta lungimiranza e di chiara volontà, davvero, di rinnovarsi. Avrà perso un’altra occasione per legarsi maggiormente al territorio che, così trattato, si allontanerà sempre di più frammentandosi.
Allora, cosa succederà? Partirà la lettera?
Coordinamento del Centro Studi “don Milani”

