NARDO' - Era il 15 Marzo 1485... sempre la solita storia!
Circa un anno dopo il 25 maggio 1484, esattamente il 15 marzo 1485, mezzo migliaio di ‘guastatori’ vennero inviati a Nardò dal Principe Federico (secondogenito di Re FerdinaNdo d’Aragona) per abbatterne le sue mura.
Perché Nardò, dovette pagare un’enorme cifra in ducati e in solo nove giorni vennero spianate le sue mura, venendo ridotta a casale, ‘assoggettata’ in vassallaggio (cioè a servizio) a Lecce?
Anzi cosa più grave, i ‘guastatori’ venuti dall’esterno, per aumentare l’umiliazione degli abitanti obbligarono alcuni neritini ad aiutarli.
Sapete perché “L’altezzoso toro neretino aveva stimato saggio piegarsi al leone ruggente di San Marco, e la sfortunata Nardò, come ché si trovava sprovvista di soldati, per non rimaner desolata, sotto accordati onorati patti s’arrese” ?
Tradimento e lesa maestà, questa l’accusa alla città di Nardò. Indagando però, appare tutt’altro quadro strategico.
La storia, anche se modificata, trasformata revisionata a seconda di chi la legge e la riscrive, insegna una cosa importante. “Anche tanto tempo fa, i giochi della politica rendevano possibili disinvolte e squallide operazioni di potere mediante le quali si finiva per premiare proprio chi meno ne era degno”.
(La parte virgoletta è tratta da “Storia e cultura a Nardò”, di Vittorio Zacchino, Congedo Editore).
Siate curiosi e meno folli (il tempo non ce lo permette), indagate su “Aghilberto Del Balzo” e di quali intrighi tradimenti, delazioni, congiure, atti di fellonia, ed emerito transfuga è stato capace pur di “apparire” potente.
In fondo in fondo è sempre la solita storia!
Osservatorio sulla città - Nardò (Le)

