NARDO' - "Assistiamo con curioso imbarazzo alla aggressione mediatica riservataci da esponenti della politica neretina datati come il consigliere provinciale Giovanni Siciliano nonché di più recente estrazione come l'illustre segretario di azione e rinnovamento Avv. Fontana".
Divertente, poi, il siparietto sempre mediatico, che ha fatto rimpiangere a qualche web editore i tempi in cui esisteva la sola carta stampata, per cui con un botta e risposta fulminante sempre il Siciliano replicava a Giovanni Però e viceversa in ordine a chi avesse più titolo a recriminare e a contestare la decisione assunta dalla Giunta Vendola, con tutta una serie di se e di ma rispetto alla dote che ciascuno di questi navigati politici porta nel proprio patrimionio personale.
Da più parti, sono arrivate richieste di dimissioni e addirittura istanze, sempre in spirito liberal-democratico, di estromissione e/o congelamento dell'assessorato ricoperto dall'esponente di SEL.
Quasi a chiedere una specie di epurazione catartica, rispetto ad un oltraggio che può lavarsi esclusivamente in una sorta di “Loreto mediatica” che vorrebbe Renna e Coppola a testa in giù.
NON CI STIAMO! Non ci va di fare da capro espiatorio rispetto ad un tema quello sanitario su cui certamente, molti altri,compresi i Siciliano e i Giovanni Però, apparenti paladini del San Giuseppe-Sambiasi, senza se e senza ma, dell'ultima ora, avrebbero potuto fare e non hanno fatto, nei tempi in cui la famosa balena bianca e il P.S.I., decidevano le sorti dell'offerta sanitaria, determinando carriere di medici e paramedici tante volte incompetenti, guardando ai presidi sanitari come ambiti elettoralmente rilevanti e solo marginalmente posti dove somministrare servizi per la salute.
NON VOGLIAMO PASSARE PER MODERNI UNTORI! Parafrasando “I promessi sposi”Alessandro Manzoni raccontava che al tempo della peste “pur essendoci più di uno a non credere agli untori, restava in silenzio, poichè, non poteva sostenere la propria opinione contro l’opinione volgare diffusa” ciò perchè come diceva il grande autore letterario “il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”.
La politica degli sprechi non appartiene ontologicamente a SEL e nessuno dico nessuno ha in alcun modo tradito promesse rispetto alla nostra città, le responsabilità vanno ricercate e sicuramente ascritte a molti presunti paladini dell'Ospedale, del resto, come è noto, ai funerali di un assassinato la prima corona di fiori è proprio dell'assassino.
NOI NON PARTECIPIAMO a questo esercizio referendario retorico a questa conta inutile e strumentale di chi è a favore o contro una struttura sanitaria, che, già da diverso tempo, non offriva servizi sanitari all'altezza di un territorio e di una comunità vasta come quella del distretto di Nardò.
SEL ha una visione di un'offerta sanitaria efficace, moderna, economica che metta al centro la persona e i suoi bisogni e non già i posti letto, una sanità che abbia come fulcro la deospedalizzazione delle prestazioni, la realizzazione di ambulatori efficienti di interventi in day service, e quindi la possibilità concreta di smaltire liste di attesa inutili legate ad applicazioni e/o interventi per malati cronici.
Siamo entrambi convinti che, il lavoro svolto dalla giunta regionale, alla quale in più occasioni non abbiamo lesinato di trasferire le preoccupazioni e le aspettative della nostra città, in materia di sanità, costituirà un modello importante e vincente di riconversione, che, paradossalmente, rilancerà l'immagine della struttura ospedaliera neretina soddisfacendo davvero il bisogno di salute dei nostri cittadini.
Governare implica il fare delle scelte spesso dolorose, come quella della chiusura (così non é!) dell'ospedale, che ribadiamo è figlia di sprechi e logiche clientelari, che vengono, però, da molto lontano.
Occorre, però, guardare al presente ed alle generazioni future con rispetto e con una visione alternativa a quella vista sinora; anche per questo noi non scappiamo e non abdichiamo alle nostre responsabilità e non faremo mancare il nostro contributo rispetto ad un piano di riconversione ospedaliero che consentirà di rilanciare l'offerta di salute a Nardò e di far apprezzare lo sforzo sostenuto da Vendola e dai suoi collaboratori in questo ambizioso disegno.
Auguriamo a tutti di guardare alla riconversione ospedaliera senza mistificazioni con il coraggio di non negare la realtà per non cambiare le lenti con cui la si osserva.
Vincenzo Renna assessore SEL
Antonietta Coppola Consigliere Comunale SEL

