NARDO' - Non untori, ma nemmeno tanti Ferrante!
Si continua a dire che l’ospedale di Nardò non è chiuso, mentre lo è; si continua a dissertare sul «come, perché e quando», mentre esiste un’inconfutabile realtà; si continua a giustificare pestifere scelte politiche, mentre si è untori su altrui scelte.
Insomma c’è la peste, ma si sostiene, come la buonanima del manzoniano Ferrante, che non c’è. Anzi, non essendoci, vi sono falsi untori, dei quali, però, fanno parte coloro che dice che la peste non c’è, nel momento in cui affermano che questo morbo ha origine in altre epoche: hanno scoperto che il virus della peste è la politica «clientelare» del passato!
Allora la peste esiste: l’ospedale non c’è.
Chi lo ha decretato? E da quanto tempo si è avviato tale processo? Chi non è riuscito a trovare soluzioni alternative per garantire la salute e a rispettare la storia di una comunità e di un territorio?
Facile è amministrare, eliminando servizi e magari conservando privilegi!
Bisogna costruire il futuro, ma con chi? Con i Ferrante e gli untori? Non c’è futuro!
Chi oggi è politico deve avere il coraggio di chiedere scusa ai cittadini per le loro lapalissiane responsabilità, dirette e/o indirette, dell’oggi e del loro passato prossimo, non di quello preistorico degli altri!
Questo è fare politica e questa è la cartina di tornasole di ritenersi classe politica e, perché no, anche migliore di altre. Altrimenti è peggiore, perché ha la presunzione -o la si fa apparire- di essere migliore.
Nardò ha bisogno di futuro!
Mario Mennonna

