NARDO' - "La rotazione dei Dirigenti, annunciata sugli organi di stampa come cosa salutare foriera di nuovo input amministrativo, indipendentemente dalla professionalità espressa nel bene e nel male, nel presente e nel passato dagli interessati, è una chiara resa e una sonora sconfitta per l’amministrazione comunale che intende promuoverla".
Nel caso di Nardò, per quello che è dato di sapere giornalisticamente, la rotazione è totale e riguarderà i 5 Dirigenti in servizio.
Tale provvedimento poiché riguarderà tutti, avrà la caratteristica di genericità, non penalizzerà formalmente alcuno, non farà distinzioni, sarà frutto di applicazione legislativa che rende in “una notte nera tutte le vacche nere”.
Principio sbagliato, applicato male soprattutto nei confronti dei Dirigenti ligi e rispettosi dei propri doveri.
Un provvedimento che fa ruotare tutti è ingiusto perché i dirigenti non hanno la medesima competenza e specializzazione, non hanno maturato identica sensibilità ai problemi e il loro spostamento diventa più una maschera riparo per l’amministrazione da eventuali critiche e contemporaneamente assolve coloro che con i propri comportamenti omettono, contrastano l’attuazione degli indirizzi politico amministrativi.
L’amministrazione non può nascondersi dietro il dito con provvedimenti di tal fatta!
La verità verosimilmente è altra, nasconde situazioni incresciose in alcuni settori, contrasti giuridico amministrativi, incapacità di dialogo ed intesa, esuberanza amministrativa.
La rotazione generale, come provvedimento punitivo generico, denunzia tutta la insufficienza e la incapacità amministrativa della giunta e in più determina nell’immediato disservizi e confusione, per cui è lecito chiedersi: il provvedimento da quali motivazioni scaturisce?
Perché si parla di rotazione generale e non parziale?
Tutti i dirigenti ostacolano gli indirizzi programmatici, si assentano, ritardano i provvedimenti, contrastano l’azione amministrativa, agevolano situazioni o persone o ditte compiacenti non rispettando la generalità, la legalità, la totalità degli aventi diritto?
Oppure sono gli amministratori che uscendo dal seminato dei propri poteri cercano di forzare la mano con richieste non legittime, con adozione di atti privi di copertura o con gesti poco rispettosi o con sovrapposizioni indecorose o con richieste compiacenti di performance contrarie ai doveri d’ufficio e alla professionalità tecnica?
Gli attuali dirigenti, che hanno una lunga carriera nel Comune di Nardò, d’un tratto, quando sono ormai all’apice della formazione, della maturità e della professionalità, quando possono maggiormente mettere a frutto la loro accumulata esperienza e competenza, sono divenuti abili controcantori amministrativi meritevoli di simile provvedimento?
Occorre ricordare che i ruoli degli uni e degli altri sono ben diversi, cristallizzati dalla legge!
Gli amministratori esprimono indirizzi, i Dirigenti organizzano ed attuano!
Cosa allora sta accadendo, che cosa si nasconde dietro la rotazione?
Un mirato disegno di qualche o più assessori volto ad avere un dirigente più malleabile e compiacente nel proprio settore?
Oppure con fine strategia liberare qualche posto, per accontentare qualche amico e aumentare così la già precaria spesa pubblica sulle spalle dei cittadini?
Questo intervento dell’amministrazione non ha capo né coda, salvo sottintesi al momento incomprensibili!
E’ giustificato, invece, il provvedimento preso nei confronti di chi non fa il proprio dovere e non nei confronti di tutti per non dispiacere a qualcuno!
L’amministrazione, d’altronde, ha tutti i mezzi per ridurre alla ragione il Dirigente inosservante dei propri doveri, c’è il contratto nazionale e il TUEL, c è il sindacato, c’è il Nucleo di Valutazione, ci sono i mezzi legali per scorporare spazi e ridurre le competenze, per non riconoscere la dirigenza, per applicare bassi parametri alla produttività, sospendere dal lavoro o penalizzare economicamente gli atti non dovuti e infine procedere al licenziamento.
Ma tutti dirigenti meritano questo provvedimento?
Oppure non si ha il coraggio di indicare i veri, sempre che ci siano, cattivi servitori del Comune?
Ognuno in questa operazione dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e operare di conseguenza!
Mistificare la realtà non rende giustizia ad alcuno. Premi ed eventuali reprimende vanno distribuiti con saggezza, oculatezza, giustizia perché la rotazione generale non può che peggiorare la situazione, creando momenti di tensione, generando disservizi imprevedibili e spese in più.
La rotazione, peraltro, è un “dejà vu” attuata dal sindaco Vaglio, durata un brevissimo tempo!
Meglio effettuare una scomposizione e ricomposizione dei servizi in funzione di una nuova ed efficiente visione politico programmatica, più adeguata ai tempi e alla realtà cittadina, che fare provvedimenti che non raggiungono alcun scopo ma che creano ombre e dissapori tra persone che devono invece lavorare all’unisono per far raggiungere alla Città traguardi sempre più ambiziosi.
Non rotazione, quindi, ma ristrutturazione e ricomposizione di servizi e di competenze, avrebbe senso e consenso da parte di tutti!
Le amministrazioni passano, la burocrazia rimane!
Ad mayora!
Nardò, 16 giugno 2012.
Giovanni PERO’

