NARDO' - Il Comune di Nardò è dotato di un piano regolatore generale, approvato in via definitiva dalla Regione con delibera di Giunta n. 345 del 10/04/2001.
Lo stesso P.R.G., nel momento in cui è entrato in vigore, ha interessato alcune aree da viabilità e tipizzato altre aree come zone F (zone a servizi), destinate cioè a strutture pubbliche o a servizio del pubblico.
Trattasi di aree gravate da vincoli espropriativi e di inedificabilità, i quali, durano solo cinque anni, ai sensi dell'art. 2 della Legge n. 1187 del 1968, ora art.9 del D.P.R n. 380 del 2001.
Decorsi i cinque anni, il Comune è obbligato a riqualificare urbanisticamente le aree o a ribadire il vincolo in origine imposto dal P.R.G., pagando un indennizzo ai proprietari interessati. Nel caso del Comune di Nardò, i vincoli espropriativi imposti dal P.R.G. sono decaduti fin dal 10/04/2006. Il Comune, tuttavia, non ha provveduto né a riqualificare le aree interessate dai vincoli, né a ribadire il vincolo, pagando l'indennizzo previsto ex lege e i numerosi proprietari di aree.
Pertanto, i proprietari hanno, prima, diffidato il Comune a provvedere, poi, stante l'inerzia dell'Ente, hanno promosso numerosi ricorsi al TAR Lecce per ottenere la condanna del Comune a riscontrare la loro diffida. In tutti i casi il TAR di Lecce ha anche condannato il Comune a pagare le spese legali. Dopo che il Comune di Nardò, con ritardo, ha provveduto a riqualificare le aree, i proprietari hanno chiesto al TAR di intimare all'Amministrazione il pagamento dei danni derivanti dal ritardo, in cui l'Amministrazione era in corsa del procedimento di riqualificazione urbanistica dei terreni.
Il TAR, ad oggi, ha accolto due ricorsi con due sentenze, di recente pubblicate, condannando il Comune a pagare i danni cagionati agli interessati. Si è in attesa di altre sentenze, visto che altri proprietari hanno promosso analoghi ricorso al TAR. Visto e considerato tutto ciò, a mio avviso, appare opportuna una transazione con gli interessati per non andare incontro ad ulteriori sentenze che aggravino la situazione.
Giovanni Siciliano - Consigliere Provinciale

