MIGGIANO - Sabato 30 giugno, alle ore 20, nell’Ante Theatrum a Miggiano, il Generale dei carabinieri e prefetto Mario Mori sarà ospite della rassegna culturale “Miggianosilibra”, promossa dal Comune di Miggiano, con il patrocinio di Provincia di Lecce (assessorato alla Cultura) e Regione Puglia.
L'uomo che ha arrestato “il capo dei capi” Totò Riina, si racconta: Mario Mori, tra i fondatori dei Ros (Raggruppamento operativo speciale) ed ex direttore del Sisde (Servizio informazioni per la sicurezza democratica), presenterà il suo libro autobiografico “Ad alto rischio”, scritto con Giovanni Fasanella, (Edizione Mondadori), e sarà intervistato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Carlo Bollino.
Il percorso professionale di Mori ha attraversato da vicino le più drammatiche e oscure stagioni della storia recente del Paese. Pupillo del generale Dalla Chiesa, nominato comandante della Sezione anticrimine di Roma il 16 marzo 1978, giorno del sequestro Moro, è stato, negli anni seguenti, uno dei massimi protagonisti della lotta al terrorismo. Dalla metà degli anni ‘80 è a Palermo a combattere la mafia fino a entrare nel 1990 nel Ros”Raggruppamento Operativo Speciale ”.Nel Settembre del 1992 fu costituita CRIMOR - Unità Militare Combattente fu una Unità della 1ª Sezione del 1º Reparto del R.O.S. - Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri dell'Esercito Italiano creata come Unità "da impiegare in servizio provvisorio di lunga durata".
L’attività di contrasto a "cosa nostra" sviluppata da parte dell’ Unità Crimor ovviamente consistita anche nella ricerca dei latitanti dell’organizzazione, che ne costituiscono la vera e propria spina dorsale. Il 15 gennaio 1993 il capitano "Ultimo" coordinato dal Generale Mario Mori, a capo di una squadra di pochi, ben addestrati carabinieri, grazie ad attività investigativa sviluppata con intuizione, abnegazione, spirito di sacrificio e senso del dovere, opera l’arresto di Salvatore Riina, capo indiscusso della mafia siciliana.
Uscito dall’Arma, andrà a dirigere il Sisde. Il 1 ottobre del 2001 il Generale Mori viene nominato prefetto e direttore del SISDE, il Servizio Informazioni per la Sicurezza Democratica, che verrà da lui diretto sino al 16 dicembre2006. Questo periodo è caratterizzato dalla crisi originata dall’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre2001 e dal conseguente accentuarsi del contrasto alle iniziative terroristiche portate essenzialmente dal fondamentalismo islamico. Il SISDE contribuisce in quel periodo ed in maniera significativa ad evitare che l’Italia diventi oggetto di clamorose azioni stragiste che invece colpiscono altre nazioni occidentali, individuando soggetti ed organizzazioni operanti sul nostro territorio collegati con i gruppi rifacentesi ad Al Qaeda, sventandone le iniziative illegali.
Dall’estate del 2008, il prefetto Mori svolge attività di consulenza nel settore della sicurezza pubblica per conto dell’on. Gianni Alemanno, Sindaco di Roma.
Nell’autobiografia professionale “Ad alto rischio”, Mario Mori racconta per la prima volta la sua verità su quasi un quarantennio di storia italiana, dal caso Peci al sequestro D’Urso, dalle “stragi di Stato” alla cattura del “capo dei capi” Riina.

