LECCE - Nella mattinata di ieri due agenti della Guardia di Finanza dei Baschi Verdi, II sezione ATPI (anti terrorismo pronto impiego) durante il loro turno di pattugliamento si sono imbattuti in un caso particolare.
Niente terroristi per fortuna, a farsi “catturare” dagli appuntati Roberto Liquori e Pier Paolo Rella, sotto il comando del tenente Ilario Inguscio, è stato un giovane rapace ritrovato in via Trinchese, a Lecce, a pochi passi dal Duomo e prontamente consegnato dagli stessi alle cure del Centro recupero fauna dell’Osservatorio faunistico della provincia di Lecce, Museo di Calimera.
Fin qui nulla di strano poiché la collaborazione dell’Osservatorio con i vari corpi di polizia è ormai all’ordine del giorno. La particolarità del caso sta nell’esemplare ritrovato. Il rapace in questione è un giovane falco grillaio (Falco naumanni), un vorace mangiatore di insetti un tempo molto comune nel Salento durante la stagione estiva, ma oggi praticamente scomparso a causa della scarsità delle sue prede preferite, dovuta principalmente a pratiche agricole scriteriate e al disturbo provocato dalla massiccia presenza di corvidi.
Il grillaio si è dimostrato una specie molto adattabile all’antropizzazione del territorio, infatti dopo un periodo in cui il numero degli esemplari ha subito una forte inflessione, è tornato a popolare i centri storici di alcune città della Puglia e della Basilicata. Qui il grillaio è entrato in competizione con il piccione domestico per i siti di nidificazione con grande approvazione da parte dei cittadini che hanno accettato di buon grado la proposta, dei comuni e delle associazioni ambientaliste, di collocare nidi artificiali sui tetti delle abitazioni.
Negli anni passati sono arrivati nel Centro recupero fauna di Calimera altri esemplari di questo rapace giovani e adulti, ma è la prima volta che un esemplare viene ritrovato in pieno centro storico. Lo stesso Centro è stato sede di un progetto per la riproduzione a scopo di ripopolamento del territorio del falco grillaio nella zona di San Mauro (Sannicola).
Ci piace credere che il nostro lavoro stia dando i suoi frutti – dicono Simona Potenza e Simone Tarantino, tecnici presso il Centro che si sono occupati materialmente del progetto - il passo successivo è quello di risalire, dallo studio delle borre degli esemplari ricoverati, al tipo di alimentazione e quindi al tipo di preda che il grillaio ha trovato in città e magari scoprire che si tratta delle detestate blatte che flagellano i centri storici.

