NARDO' - "Leggiamo con profondo dispiacere la replica di Mario Capanna" dicono i giovani di Andare Oltre.
Ci fa piacere però che l'ex deputato abbia trovato il tempo per leggere Portadimare. Tutte le nostre parole e i nostri pensieri poggiano,però, su dati pubblicati su tre libri di giornalisti autorevoli: “Cuori Neri” di Luca Telese, “La Fiamma e la celtica” di Nicola Rao e “Sergio Ramelli, una storia che fa ancora paura” della Sperlig e Kupfer nonchè su articoli de L'Espresso e del Corriere della Sera.
Stupisce che l’ex segretario di Democrazia Proletaria non abbia sentito allora la necessità di smentire quegli esimi giornalisti e lo faccia oggi con un sito di provincia e un movimento politico locale di un comune sperduto del Sud Italia.
Che Mario Capanna sia stato uno degli esponenti del Movimento studentesco è cosa nota e rinvenibile sulla più banale delle fonti, wikipedia. Sulle violenze perpetrate dal movimento studentesco hanno scritto prima di noi non solo il prefetto Mazza col suo noto “rapporto” ma anche numerosi giornalisti.
Il 17 marzo del 2000, sul Corriere della Sera, il giornalista Fabio Mantica scrive di quegli anni: "Prendevano il sopravvento i «katanghesi», vera formazione paramilitare, che sfuggiva anche al controllo del mitico Capanna. L'aveva fondata un suo compagno, forse all' inizio a scopo «difensivo», per «proteggere» i manifestanti dagli odiati «fascisti» e dall' ancora più odiata vecchia Celere, composta, come diceva Pasolini, da autentici proletari. C'era un vero arsenale in università, all' insaputa anche degli stessi studenti (e non) che scendevano in piazza: spranghe, bastoni, fionde (che fiondavano palle di piombo), mazze (appunto) e così via. Armi «improprie», ma micidiali. La formazione era suddivista in tante squadre che alla vigilia di ogni manifestazione (o assalto?) studiavano strategie di battaglia. E ormai con la contestazione pura non avevano più a che spartire. Ne facevano parte sempre meno studenti e sempre più mercenari: «katanghesi»". Che quest'arsenale fosse atto ad offendere ci sembra chiaro.
Che lo stesso movimento avesse un servizio d’ordine chiamato Katanga è cosa altrettanto nota. Che per similitudine tutti i servizi di d’ordine si chiamassero “katanga” e che i colpevoli dell’omicidio di Sergio Ramelli fossero i “Katanga” di Avanguardia Operaia è verità processualmente accertata.
Su questo ci sentiamo però di rettificare, i responsabili dell’omicidio Ramelli erano sì Katanga ma di matrice Avanguardia Operaia, su questo ha ragione il Capanna.
Sulle dichiarazioni dal sapore “assolutorio” rilasciate alla stampa dell’epoca ci sono invece pochi dubbi e sulle frasi redatte da autorevoli giornalisti e scrittori c’è ancor meno da sindacare.
“Perché proprio Milano. Perché ancor più e ancor prima di Roma è nella città lombarda che la violenza politica si manifesta ogni giorno di più. Ma i servizi d’ordine dell’ultrasinistra pestano e rompono a più non posso. I Katanga, come vengono chiamati gli uomini del servizio d’ordine del Movimento studentesco di Mario Capanna, mettono paura anche a sinistra”. (Nicola Rao ne “La Fiamma e la Celtica”)
6 ottobre 1985, Gad Lerner intervista Mario Capanna che definisce l’omicidio “un tragico errore”, come affermato anche nella nota odierna, ma continua dicendo “di fronte a tutte le stragi e agli assassini rimasti impuniti un magistrato vuol far luce dieci anni dopo. Mi chiedo se l’inchiesta non sia destinata a produrre più ingiustizia che giustizia. Penso anzitutto agli arrestati e alle loro famiglie e penso all’attacco portato a Democrazia proletaria ultima rimasta a disturbare il manovratore (Luca Telese su Cuori Neri)”.
“La mobilitazione antifascista di quegli anni è troppo importante per poter essere lasciata stravolgere da un’inchiesta (quella sull’omicidio Sergio Ramelli n.d.a.) giudiziaria" ( dichiarazione contenuta in un articolo dell’Espresso del 29 settembre 1985 a firma Giampaolo Pansa).
Speriamo in questo modo d’aver fatto chiarezza, convinti di non aver offeso nessuno ma di aver soltanto espresso dissenso per un’iniziativa amministrativa che vuol portare in cattedra personaggi dal passato comunque discutibile.
COMUNITA' MILITANTE
ANDARE OLTRE

