NARDO' - "Basta imporre questa continua e poco dignitosa peregrinazione a Paolo Zacchino e ai suoi amici, Nardò è un territorio a vocazione turistica e culturale, necessita davvero creare il Museo della Civiltà Contadina: da luogo di conservazione a valorizzazione del Territorio".
La Civiltà delle nostre Comunità rurali, malgrado i rapidi cambiamenti e mutamenti verificatisi negli ultimi decenni del secolo scorso, non deve essere vista come un’entità chiusa e storicamente dissolta o raffigurazione di un mondo analizzato in forma di compiacimento antropologico. Degli archetipi del passato, bisogna cogliere quei fattori di lunga durata che hanno costituito e possono ancora costituire elementi di sviluppo del sistema socio- economico.
Il progresso dipende proprio dalla capacità di comprensione e di mediazione tra passato e presente in un continuo e reciproco scambio di esperienze. Da qui, quindi, il collegarsi alla storia, alla nostra storia, alla riscoperta e alla ricerca dei valori sociali e culturali delle realtà agricole e artigianali locali.
Il patrimonio trasmessoci bisogna difenderlo così come fa l’Amico Paolo con la sua associazione, dall’abbandono, dall’usura, dal furto non solo a parole ma mettendo in atto da parte di tutti seri comportamenti di responsabilità e di impegno collettivo.
Un’Amministrazione sensibile ed attenta, deve necessariamente salvaguardare la storia e la cultura contadina di Nardò e ciò che la racconta, attuando e sostenendo un progetto che intende muoversi in quest’ottica, favorendo occasioni concrete per la attuazione del Museo della Civiltà Contadina, di visibilità, promozione, progresso, sviluppo, ponendosi come obiettivo principale la valorizzazione del territorio neritino e della sua promozione sotto l’aspetto del turismo culturale.
Attraverso il patrimonio posseduto si punterà su quei processi che hanno determinato le condizioni di vivibilità della nostra comunità, delle sue relazioni e di quelle intrattenute con l’ambiente circostante.
Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso l’integrazione dell’apparato museale con le emergenze più significative dei beni culturali e con gli aspetti più cospicui di carattere ambientale, paesistico e della tradizione storica, popolare ed enogastronomica.
Consigliere
Salvatore Antonazzo

