NARDO'/SANT'ISIDORO - Sant'Isidoro, la bella abbandonata in riva al mare. Per gli Amministratori la marina c'è ma è come se non ci fosse. Gli interventi pubblici, anche minimi, non arrivano da decenni e le proposte dei privati cadono nel vuoto. E così anche un grosso progetto di riqualificazione del lungomare, totalmente a carico dei privati, viene dimenticato nel fondo di qualche cassetto. Perché a Santa Caterina e Santa Maria al Bagno sì e a Sant'Isidoro non si risponde nemmeno?

(nel progetto presentato dalla ditta De Nuzzo, le zone evidenziate in giallo sarebbero riqualificate e recuperate a carico dei privati mentre la zona grigia diventerebbe area pedonale)
I residenti sono in autogestione da sempre. I più volenterosi organizzano periodicamente delle giornate dedicate alla manutenzione del verde e della pulizia delle strade mentre grosse imprese propongono di effettuare lavori pubblici a loro carico. E tra una protesta e l'altra organizzano civili forme di protesta. L'unico tentativo rimasto per reclamare attenzione? La minaccia di secessione per annettersi a Copertino oppure a Porto Cesareo. Del resto, un posto come Sant'Isidoro, farebbe gola a chiunque. Solo l'Amministrazione comunale di Nardò (l'ultima come tutte le altre) lo snobba da oltre dieci anni. Una raccolta firme, tuttora in corso, punta ad ottenere il riconoscimento di un'area pedonale nel periodo estivo e maggiori attenzioni durante il resto dell'anno.
L'area pedonale è un antico sogno di residenti, turisti e amministratori. Il primo a parlarne è stato Rino Dell'Anna, nel 2001. L'ex sindaco e deputato, in questo caso con grande lungimiranza strategica, aveva previsto nel piano regolatore una strada statale per Sant'Isidoro. Una soluzione per spostare il traffico della litoranea verso l'entroterra con una "passante" da Lido dell'Ancora fino a Torre Squillace. La strada ormai "doppiata" sarebbe stata, nelle migliori intenzioni, letteralmente smantellata. In questo modo la natura si sarebbe riappropriata di un pezzo di terra strappato dall'uomo per costruire i suoi percorsi.
Nel 2004 la pro-loco rinnova la richiesta ma non succede nulla. Nel 2005 la ditta De Nuzzo ci riprova e presenta un progetto al comune di Nardò: una nuova strada e la riqualificazione di due aree abbandonate a spese dei privati in cambio di un'area pedonale fronte mare. La nuova strada è stata realizzata ma da palazzo Personè non è mai arrivata nessuna risposta sulla possibilità di istituire un'area pedonale di circa duecento metri su via Leuca. In pratica dal ristorante "Maruzzella" fino all'incrocio con via Giuseppe Giusti, la strada che porta verso la provinciale per Copertino. E così a un metro dai bagnanti passa di tutto: scooter, moto, auto, pullman e grossi camion.
Una pessima dimostrazione di civiltà perché non sempre basta la straordinaria generosità della natura a controbilanciare l'inerzia e l'inefficacia dell'azione amministrativa. L'ultima proposta caduta nel vuoto, datata 2005, rappresenta l'ennesima occasione persa per il turismo e il rispetto del territorio.
Annalisa Quaranta

