NARDO' - Non sono ancora cartelle pazze ma diciamo che non stanno proprio bene di mente. La Cerin ha fatto partire, in questi giorni, oltre 1500 avvisi di pagamento per i passi carrabili di cui usufruiscono i neritini.
Le stime si spingerebbero fino a 2mila avvisi inviati, moltissimi dei quali non tengono conto delle disdette effettuate nel corso degli ultimi tre anni, dal 2009 ad oggi, da quando cioè la tassa è stata reintrodotta dopo una sospensione durata alcuni anni e che aveva portato ad un aumento generalizzato degli accessi privati.
In pratica chi ha già presentato disdetta – e ne conserva copia non è stato preso in considerazione ed è diventato destinatario dell'avviso. Chi non ne conserva copia dovrà provare la circostanza e, come sempre, sarà sempre il cittadino ad assumersene l'onere mentre la società si toglie il pensiero spedendo “a pioggia” le lettere che provengono, evidentemente, da un archivio “sporco” cioè mai aggiornato con le disdette o altre variazioni.
C'è un altro particolare scabroso: gli avvisi, pur portandone in calce il nome e il titolo, non sono firmate dal dirigente del settore Economico-finanziario, Gabriele Falco. La società per altro, non essendo per contratto “concessionaria” del servizio non può spedire in completa autonomia le comunicazioni che devono passare il vaglio (e il controllo a campione, che questa volta sarebbe stato perlomeno auspicabile) della dirigenza comunale.
Morale: tutte le lettere potrebbero risultare illegittime per un vizio di forma o, comunque, facilmente attaccabili o impugnabili dai cittadini. Che il tributo sia dovuto oppure no.
Un bel pasticcio che rivela un altro dato: su almeno 2500 passi carrai in essere, al momento, pagherebbero soltanto il 40 per cento circa dei possessori. Significa che, facendo una media minima di due metri di “luce”, cioè di apertura, del passo, ogni cittadino possessore del segnale di divieto di sosta paga 36 euro all'anno. E cioè che nelle casse del Comune mancano, almeno 50mila euro. E' quindi sull'evasione della tassa che si dovrebbe effettuare l'accertamento lasciando in pace chi di quel servizio non usufruisce più.
In ultimo un dubbio legittimo: chi sta pagando il costo della spedizione degli avvisi bonari?

