PDM - Convertito in legge il riordino della struttura di Gabrielli. Il suo fondo sarà finanziato, al bisogno, dall'aumento della benzina: la “tassa sulle calamità". Ritorna alla sua dimensione originaria di struttura per l'intervento di emergenza.
La vecchia Protezione Civile non esiste più. Il Senato ha convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59, recante disposizioni urgenti per il riordino della Protezione Civile. L'unico voto contrario alla riforma, quello delle Lega. La Protezione Civile non avrà più la competenza per i grandi eventi e ritorna alla sua dimensione originaria di struttura per l'intervento di emergenza. Le fasi successive alle catastrofi naturali saranno quindi gestite dalle autonomie locali. Diventa stabile, invece, l'assetto finanziario con specifico riguardo alle risorse occorrenti per fronteggiare le emergenze e gli stati di calamità naturale che alimenteranno il Fondo nazionale per la Protezione Civile anche attraverso il reintegro del fondo di riserva per le spese impreviste. Per ora quindi, resta la “tassa sulle calamità”, tanto contestata dalla Lega, che proprio per questo infatti ha votato contro. L’incremento dell’accisa non potrà in ogni caso superare i 5 centesimi a litro.
La legge dispone poi il passaggio ai Vigili del fuoco della flotta aerea di Stato contro gli incendi boschivi.
Alla fine del testo, il provvedimento di riforma prevede che sul sito della Protezione civile vengano rese disponibili le informazioni sugli appalti per i grandi eventi. Si tratta di una misura criticata dal capo del Dipartimento, Franco Gabrielli,che l'ha definita «non compatibile con il nuovo assetto della Protezione civile nel momento in cui i grandi eventi scompaiono dal novero delle proprie competenze».

