TERRE EMERSE - Graziano Mandolfo ci invia un articolo di interesse generale sulla situazione del mare. Lo pubblichiamo certi di offrirvi uno spunto interessante anche alla luce del deficit di sistemi di depurazione che affligge il Belpaese.
Sul rapporto di Legambiente presentato a Roma, quest'anno riserva almeno una sorpresa nelle Pagelle, per le regioni italiane, negativa per giunta. A pensarci bene si è assistito alla celebrazione della vittoria del Nord nei confronti del Sud,almeno se dobbiamo stare a questi conti.
La Liguria balza al secondo posto in classifica per il mare più inquinato, e si freggia della maglia nera, dietro la Calabria, poi la Campania, Lazio. Dati contestati dalla regione Liguria che ribatte a Legambiente sostenendo che i punti di balneazione sono 364, e non 15 come i prelievi effettuati a campione.
Regioni col mare più pulito si confermano come al solito la Sardegna, e la Toscana, bene anche l'Emilia Romagna, il monitoraggio scientifico quest'anno è stato più capillare grazie alle segnalazioni di cittadini e bagnanti tramite SOS Goletta, contribuendo a quasi metà dei campionamenti effettuati.
Sul banco degli imputati resta la mancata o inadeguata depurazione dei reflui fognari che, stando alle elaborazioni di legambiente su dati Istat, riguarda 24 milioni di abitanti che scaricano direttamente in mare o indirettamente attraverso canali utilizzati come vere e proprie fognature. Il Mare italiano continua ad essere minacciato da troppi scarichi fognari non depurati, nonostante siano trascorsi più di 30 anni, dall'approvazione della prima legge sul trattamento delle acque reflue.
la delibera Cipe dell'aprile scorso, che prevede 1,8 miliardi di euro per le regioni del Mezzogiorno, deve essere subito investita al meglio, contro un vero e proprio problema ambientale e sanitario, che sta diventando economico vista anche la condanna dell'Italia da parte della Corte di Giustizia europe, arrivata a fine luglio perchè 109 agglomerati urbani medio grandi, distribuiti in 8 regioni, anche la nostra, non si sono ancora adeguati alla direttiva europea sul trattamento delle acque reflue, dulcis in fundo.

