NARDO' - La baia di Portoselvaggio in questi giorni sembra una latrina "all'aperto".
Basta fare una passeggiata lungo i sentieri che portano alla rinomata spiaggetta del Parco per rendersi conto di cosa stia accadendo.
Si possono notare, infatti, (e sentirne la puzza) escrementi, assorbenti, fazzolettini (usati coma carta igienica), sparsi in molti angoli dell'Area Protetta, tra l'altro neanche troppo nascosti, anzi. Evidentemente, i pochi bagni chimici presenti nel Parco, peraltro non segnalati da nessun cartello e per questo ignorati da molti, non sono sufficienti a soddisfare i bisogni fisiologici di migliaia di turisti.
Se, poi, aggiungiamo l'inciviltà di molti (per fortuna non della maggior parte), ci si rende conto di come la presenza fissa di personale che presidi costantemente il Parco sia ormai una necessità non più procrastinabile. Un poco come avvenne qualche tempo fa con la postazione stabile di Legambiente nell'ambito del progetto "Tuteliamo e Viviamo il Parco". Esperienza pilota, quest'ultima, che sarebbe dovuta proseguire negli anni a venire, ed invece niente. Si è preferito impegnare le risorse per il Parco per le famose consulenze...
Quest'anno, poi, si aggiunga che l'amministrazione comunale ha pensato bene di applicare la "spending review" sulla pulizia della spiagge (e su altri servizi essenziali per una Città che vuol dirsi turistica), andando a peggiorare la situazione. Così, mentre l'assessore all'Ambiente gioca a fare il "Polifemo" con i massi posizionati, tra l'altro, solo in pochissimi tratti della costa (rispetto a quelli previsti) e spesso spostati rendendo vana la loro funzione, Portoselvaggio aspetta...
Pippi Mellone
Comunità Militante
Andare Oltre


