OLIMPIA - Ho come la sensazione che una certa isteria, legata al numero delle medaglie olimpiche da conquistare, stia rovinando il lavoro dei nostri ragazzi.
La notizia di Schwazer dopato, certo grave, ma ne giornali parlavano come il giorno più nero per lo sport Italiano.
Non è cosi', cari scrittori e lettori, il giorno più buio è stato calciopoli. Il ragazzo ha sbagliato, d'accordo, ma non è un francescano dell'atletica, non è l'interprete dello sport italiano.
Ma il caso resta, perchè un ragazzo di 28 anni sia stato reso fragile dalla competizione sportiva esasperata da una pressione dei media esagerata da ricorrere, ingenuo, all'epo, una sorta di nevrosi da successo.
Purtroppo la fragilità di nervi è in agguato, come la crisi di panico, frequenti fra gli atleti, anche fra i più giovani, è un dato generale di una socirtà nella quale la competizione ha assunto ritmi decisamente pericolosi.
Nel nuoto abbiamo fatto grandi progressi col diffondersi delle piscine, nell'atletica leggera non abbiamo più le punte mondiali di una volta e non abbiamo ancora una buona media, la diffusione di stadi, piste e palestre e limitata; nella scuola si fa poco sport, cominciando soltanto ora ad avere dai figli della società multirazziale gli apporti di cui Francia e Regno Unito fruiscono da decenni.
Nel Taekwondo portiamo a casa con grande soddisfazione, la medaglia d'oro Carlo Molfetta, Mesagnese doc, appena rientrato in città è stato accolto al suo ritorno dal Consigliere Regionale Tony Matarrelli, che ha evidenziato le doti umane e sportive del nostro campione salentino, capace di portare sul podio non solo la sua città Mesagne, ma anche la Regione Puglia, e tutta la Nazione.
Penso di evitare di mettere alla gogna mediatica, Schwazer, lasciamo stare, è un essere umano e in quanto tale può sbagliare, in questo momento deve reagire e cercare di fare del meglio per tornare ad alti livelli in maniera pulita, come ha vinto il nostro Carlo Molfetta.

