NARDO' - La *fotonotizia* di qualche ora fa ha entusiasmato molti lettori che ci hanno chiesto lumi su questa mostra subacquea. Ecco un articolo, inedito per il portale, che è apparso su uno speciale nazionale della Gazzetta del Mezzogiorno. Guarda il caso, ci sono ancora due giorni disponibili per effettuare l'immersione. In attesa di un bilancio ecco qualche notizia per soddisfare i lettori più curiosi.
QUI LO SPLENDIDO ALBUM FOTOGRAFICO
A guardare il sole è la mitica Grotta del Cavallo; a filtrarne i raggi la misteriosa Grotta delle Corvine.
Il parco di Portoselvaggio è, quest'anno, il protagonista della lunga costa di Nardò con un evento senza precedenti: una mostra fotografica a tema ipogeo all’interno della grotta subacquea delle Corvine che sarà esposta fino al 15 settembre. Si tratta di immagini scattate dai più noti speleo-fotografi 3D e raccontano la storia della Terra vista “dal di dentro”.
Per i visitatori l'attrazione sarà suggestiva e unica: a terra le testimonianze millenarie dei primi uomini che hanno abitato la località di Uluzzo in cui sono state scoperte le più antiche testimonianze dell’uomo moderno in Europa nel novembre scorso: la Grotta del Cavallo già 45 mila anni fa era frequentata dai primi Sapiens europei, e non dai Neandertal come si era creduto finora.
In mare turisti ed appassionati potranno visitare una mostra in un luogo unico al mondo, nella “cala di Uluzzo”, alla profondità di dodici metri: la grotta si estende per circa sessanta metri di lunghezza, dieci metri di altezza massima e ventitré di profondità.
Dalla galleria lunga dieci metri si accede in una grande sala. Per raggiungere il centro della caverna, nella parte superiore della quale si trovano le bolle d'aria, bisogna percorrere altri ventidue metri. Spaziosi ambienti emersi, nei quali la favola della Grotta delle Corvine giunge all'epilogo. Stalattiti e colate calcitiche adornano le pareti delle due bolle d'aria grandi, la maggiore delle quali ha un diametro che supera gli otto metri ed è alta circa dieci.
La grotta sottomarina delle Corvine ha rivelato non poche sorprese. L'ampio volume, la presenza di camere d'aria interne non comunicanti con l'esterno e la presenza di substrati differenti lungo il suo sviluppo, fanno sì che in essa vi sia un'alta biodiversità, comprendente un elevato numero di specie: ben 196, per l’esattezza. Di queste, due si sono rivelate nuove per la fauna italiana e tre nuove per la Scienza.
Organizzano il Gruppo speleologico neretino, il centro di speleologia sottomarina con la partecipazione del team internazionale “La Salle” e la collaborazione dei sub del diving Costa del Sud che hanno fissato i dieci pannelli 100x70 all’interno della grotta. Patrocinio del Comune di Nardò, della Federazione Speleologica Pugliese e della Società speleologica italiana per presentare la “Terra a cuore aperto”.
L'ideatore della mostra, Antonio Danieli, ha spiegato l’origine del team internazionale che ha offerto le proprie opere: “ho contattato alcuni dei più noti fotografi internazionali provenienti da tredici Paesi per realizzare le foto tridimensionali”. Ci sono scatti dello stesso Danieli, di Michel Renda, Daniel Chailloux, Andreas Schober, Peter e Ann Bosted, Peter Gedei, Esteban Grau Gonzales, Gaspard Magarino, Jean-Marie Chauvet.

