NARDO' - Ieri, inaspettatamente, si è aperto un altro fronte per gli ambientalisti: quello villaggio turistico previsto a nord, dopo Sant'Isidoro.
Si tratta di un comparto, quello della “Sarparea”, sul quale una società presieduta da una donna d'affari londinese ma trapiantata negli Usa si appresta a costruire una serie di “moduli del Tetris”: decine di appartamenti "incastrati" tra gli olivi di una foresta primigenia risalente a oltre 500 anni fa.
Qui abbiamo incontrato l'ambientalista Massimo Vaglio che ci ha fatto fare un "tragitour" attraverso il labirinto di olivi potati, si fa per dire, in questo modo.
Ma perché i politici presenzialisti e ambientalisti "a corrente alternata" su queste situazioni non hanno mai nulla da dire?
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“Stanno portando via camion e camion di rami tagliati - dice il responsabile della Lida in provincia, Massimo Vaglio – perché la chiamano monda di riforma. Di fatto – continua l'ambientalista – stanno mozzando di netto questi alberi secolari che meritano sicuramente molto più rispetto”. Una ditta di Galatone sta lavorando da giorni tagliando di netto i maestosi rami con un risultato abbastanza inquietante: sul terreno rimangono enormi tronconi dalla circonferenza ampia anche tre metri con pochi ciuffetti di verde. (Continua dopo il salto)
“Non riesco a capire a che serva questa operazione – dice Vaglio – e ci devono dire subito se questo è un oliveto secolare, a partire dalla Forestale, e se può essere ridotto in queste condizioni. I tagli sono netti, orizzontali, “scosciati” e realizzati in modo pedestre. Poi ci devono spiegare perché alcuni alberi hanno la targhetta del censimento ed altri no: eppure sono tutti alberi secolari e con le stesse caratteristiche di pregio”.
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