NARDO' - Credo che i “ricercatori” sapevano bene cosa cercare, non è il caso di stare a dire cosa cercavano, sta di fatto che a Portoselvaggio ci sono tutti i vincoli possibili e immaginabili e nessuno si può arrogare il diritto di fare carotaggi o di sfarinare la roccia per le maschere di bellezza.
In simili circostanze ognuno di noi ha il dovere di chiedere “ma ssignuria c’è sta cerchi?“, questo è quello che chiedevano i ragazzi di tanti e tanti anni fa quando i ricercatori dell’Università di Siena e di Firenze studiavano i deposi ti preistorici, o il Museo di Storia Saturale di Verona estraeva i pesci fossili.
Di quell’attività di quelle ricerche autorizzate c’è un’abbondante documentazione che speriamo quanto prima di renderla nuovamente fruibile; per il resto si assiste ad una distruzione lenta e sistematica di un patrimonio.
Quello che serve per Portoselvaggio è una politica seria, rigorosa e senza compromessi in cui chi lavora per difendere il territorio deve anche avere la soddisfazione di vedere riconosciuti i propri sforzi.
Mi auguro che, una volta accertate le responsabilità, gli organi competenti passino alle vie legali.
Vittorio Marras
P.S. La foto è quella di un "tondino" ritrovato sulla baia e, presumibilmente, abbandonato lì perché scartato dagli studiosi.

