NARDO' - In principio era la “parola pura” con una sola origine genetico-linguistica? Un bell'intervento di Giuseppe Antico.
Un lungo studio, complesso e ostico soprattutto nel reperire documenti che talvolta sono mancanti, giunto ormai in conclusione e in via di prossima pubblicazione (“COGNOMI SALENTINI” – Dizionario storico ed etimologico – di G. Antico, E. Ciarfera, A. Manieri, M. Mennonna), ci ha portati a seguire proprio le origini della scrittura, seguendone le tracce e l’evoluzione, per ricostruire in maniera sempre più organica e scientifica la storia e l’etimologia dei nostri cognomi. Ciò ha reso la ricerca particolarmente affascinante, sorprendente, piena di curiosità e rivoluzionarie conoscenze.
Ricostruendo molto sommariamente la storia della scrittura, osserviamo che già intorno ai 50/40 mila anni fa l’homo sapiens, nostro progenitore, realizzava e lasciava tracce di graffiti e pitture su rocce e caverne; seguirono poi i pittogrammi (= la figura rappresentata indica l’oggetto, non il suono come invece avviene nelle scritture sillabiche, consonantiche ed alfabetiche) sulle argille sumere, i geroglifici sui papiri egizi … e infine l’alfabeto fenicio intorno al 3500/3000 a. C. .
E la scrittura alfabetica fenicia partì proprio dai geroglifici, così ad es. abbiamo in semitico:
Alpu per indicare A (all’origine la A non era una vocale, ma una consonante detta colpo di glottide, usata nella lingua semitica) che è quanto resta di un muso di bue rovesciato;
Betu (greca Beta, fenicia Beth) per B, dal pittogramma di una casetta a tenda = casa, da cui abitazione, baita, bettola, Betlemme, botte, bottiglia … ;
Kappu per K/C, dal pittogramma del palmo della mano, simbolo di protezione e/o copertura, da cui caldo, camino, capo, cappa, cappello, cappotto, cassa, cesto, contenitore, coperta, coperchio, coppa …;
F = per gesto e per suono indica il soffio “vitale” e/o anche la leggerezza, da cui falena, farfalla, fecondità, fertilità, figlio, fiore, fiume, foglia, forza … ;
L = l’elevazione ovvero la congiunzione tra il cielo e la terra, e in senso figurato la crescita, la luce divina, da cui latte, leva, levante, lievito, luna, luce, ala, alba, alto, elica … (Melica ad es. in ebraico vuol dire re e nell’antica Mesopotamia El era Dio; e nei nomi ebraici, come ad es. Rachele, Gabriele, Ezechiele a tanti altri è sempre presente la radice teonima El);
Mem per M, dal geroglifico dell'acqua mossa = acqua/mare, per gesto e per suono l’interiorità, e in senso figurato la profondità, da cui immenso, mare, Maria, me, mente, mio, marito, muro, muto, morto …;
N = l’unione, da cui anno, coniuge, congiunto, concetto, connessione, mente, nave, nido, noi, nostro, nome, nonno, po-n-te … ;
P = la produzione, da cui pane, padre, pasto, pappa, parto, pranzo, polline … ;
Res (fenicio Resh) per R, dal pittogramma della testa = capo, in senso figurato = la rigenerazione, la rinascita, il ritorno della luce o del sole, da cui arrivo, raggio, ras, re, retta, recupero, ripresa, ristoro … ;
S/Z, la S fende, separa, sibila, taglia, da cui assenza, saetta, sasso, scafo, scavo, sferza, schiaffo, soffio, spada, zappa, zoccolo, zoppo … ; la V/U il segno del grembo ovvero che contiene o rigenera da cui valigia, valle, vaso, vasto, ventre, veste, via, vita, volontà … .
Nelle primitive lingue, dunque, anche l’onomatopea ci riporta al linguaggio originario o naturale, imitando il suono delle cose, come ad esempio: cu-cu, da cui cuore, dal suono del battito del cuore; acqua, dal rumorio dell’acqua quando sgorga; fuoco, dall’effetto sonoro del fuoco …
E continuando a fare l’etimologia “primordiale” delle sillabe e/o delle lettere alla ricerca della parola naturale o “pura”, come la denominavano i poeti simbolisti francesi, ad es. l’accoppiamento delle consonanti: K/CR, esprime l’idea di un movimento circolatorio, come si evince ad es. nelle parole carro, cerchio, circolare, circuito, cirro, circuito, coro, corriere, corsa, corte, cura, cuore … ; FR il fragore, il contrasto, l’opposizione, da cui forca, forno, forza, fracasso, frana, fritto, frizzo, frastaglio, frastuono, freccia, freddo, frombola, fronda … ; LB l’amore, il piacere (in ebraico = cuore, in tedesco Liebe, in slavo Liuby, in inglese Love, in frisone Liwe …) da cui bello, libero, libido, labbro … ; TR (in sumero T è il segno di croce + dei 4 punti cardinali che simboleggiano la Terra, ed R è il simbolo del sole) in senso figurato rappresenta la rotazione e/o l’azione motoria tra la terra e il sole, da cui le parole: tarallo, tarantola, tartaruga, tornare, tornio, torre, torta, tortura, traffico, traino, tram, trattore, treno, trito, trivella, trottola, trozza e tante altre ...
Insomma, le parole all’origine del linguaggio avevano un loro proprio significato naturale, ognuna con un proprio campo semantico, legato al primordiale schema radicale (idea, gesto e suono), ma con l’evoluzione grammaticale nel tempo hanno perduto la loro verità etimologica?
Probabilmente, a detta di alcuni validi studiosi, si partì proprio dalla Mesopotamia da una lingua primordiale etimologicamente perfetta, monosillabica con i concetti strettamente collegati allo schema radicale libero dai meccanismi grammaticali.
Oggi, un grande dibattito si è presentato proprio tra i più illustri e validi studiosi se le tante lingue moderne derivino da una comune lingua originaria, ovvero l’ipotesi monogenetica, oppure da diversi ceppi primordiali o ipotesi poligenetica. Lo studioso salentino Giovanni Semerano, mettendo a confronto migliaia di termini del lessico delle antiche lingue europee, ha notato un'affinità semantica (di significato) e fonetica (di suono) tra i lessici delle lingue europee e di quelle mesopotamiche, in particolare con l'accadico, il linguaggio antico con la più ampia tradizione scritta, appartenente alla famiglia delle lingue semitiche e con tracce di sostrato sumerico.
Attualmente, lo studioso linguista statunitense Ruhlen nel suo libro “Origin of Language”, riconferma questa tesi giungendo a una teoria della classificazione delle oltre cinquemila lingue conosciute, a una sola lingua primigenia o protolingua mondiale, che i Sapiens sapiens, nostri progenitori, portarono con sé quando, non più di 100.000 anni fa, sciamarono con una serie di grandi migrazioni dalla loro culla africana alla conquista del pianeta.















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