NARDO' - Caro direttore, sono un lettore ormai da anni di PdM, e ho sempre visto da parte sua un profondo interesse verso le nuove generazioni e le loro problematiche, specialmente per ciò che riguarda l'istruzione.
Oggi le invio questa lettera con la speranza che possa pubblicarla, ma non perchè io voglia scatenare discussioni (si sa, c'è sempre chi ne approfitta per puntare il dito), ma perchè con molta umiltà le dico, vorrei che ci si riflettesse.
In questi giorni nella maggior parte delle scuole sono stati pubblicati i quadri con le votazioni finali, che riservano sorprese per tutti, una valutazione più alta di quanto ci si aspettasse, una più bassa, insomma notizie belle e brutte. Premetto che riesco solo a immaginare quanto sia difficile valutare uno studente, considerare i criteri imposti dal ministero, quelli imposti dalla scuola, le leggi che non sono mai chiare, insomma è un bell'impegno non si può pretendere una valutazione che rispecchi a pieno lo studente; purtroppo però oltre a questi piccoli "ostacoli" capita che i voti si gonfino o si sgonfino anche per altre motivazioni!
Abbiamo il professore che ha cuore gli studenti e cerca sempre di far recuperare, di non mettere il debito, di non bocciare, poi però cosa succede? Che chi veramente vale 6, il cosiddetto sufficiente, è affiancato a un 5, un 4, e scatta quel meccanismo del "Se tanto passo col 4, chi me la fa fare?", e perde quel minimo di interesse e impegno; e anche chi è stato aiutato si troverà danneggiato.
Ne "Il rosso e il blu" un prof dice "...Meriterebbero d'essere bocciati tutti quanti, presi a calci nel sedere uno per uno. Io però ho deciso d'essere ancora più cattivo con loro.... alla fine, ma soltanto alla fine, li promuovo... tutti!".
II moralista di turno risponderebbe "Ma devi studiare per te, non per il profitto scolastico" e allora cari signori se la scuola è il nostro lavoro e le valutazioni il nostro profitto, perchè ci si affanna a trovare un lavoro ben retribuito? Lo sò è un paragone forte e forse anche un pò forzato, ma fare qualcosa senza la minima gratificazione, è stressante per tutti anche per uno studente. Oltre a questo non dobbiamo dimenticare che ci sono, ed è inutile prenderci in giro perchè ci sono, quei professori che sono amici, parenti o sensibili alle avance di "persone importanti"(tsè), che fanno lievitare i voti, manco fosse pane. Già questo è da denuncia, ma ritengo molto più importante pensare ai figli di nessuno, scavalcati da chi vale tanto quanto loro o anche meno, che vengono danneggiati profondamente, perchè iniziano a credere di essere inadatti allo studio, più stupidi, più inetti, ed è a loro che penso e nei loro panni che mi ritrovo.
Le storielle che "il tempo darà ragione", "all'università sarete solo numeri e non conterà il cognome" sono inutili, non perchè false, ma perchè accade che prima di riuscire ad avere questa controprova, i ragazzi rinuncino, si rassegnino, e non per mancanza di tenacia ma perchè questo sistema annienta i sogni, le ambizioni e sopratutto l'autostima. Mi spiace per l'accozzaglia di pensieri mal collegati ma la rabbia è tanta. Giacchè ne approfitto per un plauso ad uno studente come me, Alessio Giaffreda che ha avuto il coraggio di denunciare senza anonimato ciò che accade nella sua scuola di Galatina, non dissimile dalla nostra realta Neretina. (Preciso che i suoi potrebbero essere vaneggiamenti in quanto non confermati, ma credo che qualunque studente leggendo questa lettera o quella di Alessio riconosca benissimo le modalità, e non può essere solo coincidenza ;) ).
Ti saluto e ti ringrazio se mi dedicherai attenzione, ma a prescindere ringrazio te e il tuo staff per il servizio che offrite con PdM.
















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