NARDO' - Un nuovo porto per Nardò? Per forza ed a tutti i costi. Singolare evoluzione del progetto per un porto "monumentale" nell'area di Sant'Isidoro: respinta al mittente da parte dell'ufficio comunale competente la prima proposta presentata circa un anno fa dalla società Nereo Srl, a giugno la stessa società ha ripresentato lo stesso, identico progetto. Ecco le immagini.
Si tratta di un porto che all'epoca sembrò enorme: 65 milioni di euro di investimento complessivo, 600 posti barca per natanti fino a 26 metri di lunghezza, 36 ettari complessivi di insediamento, gli hangar per ospitare le imbarcazioni anche d'inverno con un sistema di stoccaggio modulare, come se si impilassero le canoe su una rastrelliera. Poi una serie di edifici a terra che ai più sembrarono un intervento immobiliare sovradimensionato rispetto a quanto cemento ci sia in animo di scaricare su Sant'Isidoro negli anni a venire.
Dopo aver esaminato il progetto l'ufficio Urbanistica del Comune rispose che la competenza dell'iter per approvare il progetto era demandata alla Regione Puglia e che il Comune non avrebbe potuto predisporre l'istruttoria.
Ma nei giorni scorsi, appunto, la sorpresa. Lo stesso progetto è stato ripresentato con tutta la documentazione perché i proprietari e proponenti dello stesso ritengono, dopo aver effettuato un serrato approfondimento normativo, che è, invece, proprio il Comune a doversi esprimere sulla fattibilità dell'opera. Una bella grana, se così fosse. E un bel problema se si continuasse a respingere il progetto al mittente perché il Comune rischierebbe di esporsi ad una serie di ricorsi a livello di giustizia amministrativa che, alla lunga, potrebbero "espropriare" l'Amministrazione del potere di decidere se, dove, come e quando realizzare un'opera così imponente e strategica.
L'assessore competente, Maurizio Leuzzi, spesso voce isolata in questa Amministrazione antipaticamente silente su temi così importanti, ritiene che un'opera debba sempre armonizzarsi col territorio. Se ci fosse il Pug a fare ordine non ci sarebbero discussioni sulle grandi opere ma in assenza di una programmazione urbanistica stringente si corre il rischio di essere "predati" dai corsari del cemento. Intanto, però, c'è da ricordare che il Piano coste è in via di adozione definitiva e tra le linee guida che non ammettono discussioni c'è quella di non dotarsi di opere faraoniche e inadeguate. Nel caso del porto la previsione è di realizzarne uno dalle dimensioni di gran lunga inferiore a quello della Nereo.
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