NARDO' - Tre dipendenti, due operai ed un venditore, si licenziano spontaneamente e a distanza di quindici giorni l'uno dall'altro dalla società nella quale lavorano da anni. Sono due neritini ed un galatonese.
Un caso singolare in un momento di crisi considerando che si tratta di tre padri di famiglia anche che la situazione dell'azienda in questione, la Chimical Meridionale di Nardò, è florida. Come mai, dunque, decidono di lasciare un lavoro certo e ben pagato in un momento di crisi e incertezza lavorativa come è l'attuale?
Il mistero e il momento di sconcerto per l'ex, a questo punto, datore di lavoro si svela immediatamente: i tre, nel periodo in cui presentano le dimissioni, hanno già costituito una propria Srl che ha, come oggetto sociale, il medesimo della Chimical.
Da ex dipendenti, insomma, tentano di ricalcare il successo della società per la quale lavoravano ma il tentativo appare maldestro se è vero che il giudice Carolina Elia, della Sezione Commerciale del tribunale di lecce, così risponde all'avvocato della Chimical, Simonetta Martano che, nel marzo scorso, propone ricorso contro i "concorrenti sleali" del suo cliente: il rappresentante legale della srl "clone" avrebbe programmato ed attuato il disegno di sviare la clientela di Chimical Meridionale.
"Approfittando – scrive il giudice Carolina Elia – della disponibilità dell'archivio informatico della Chimical di cui si è indebitamente appropriato e lo ha utilizzato per proporre ai clienti contratti meno onerosi". La scontistica, inoltre, secondo il dispositivo di sentenza appare praticata al fine di sottrarre clienti da tempo fidelizzati e "progettata utilizzando pedissequamente i prezzi ed i listini" dell'azienda storica. Poi appare provato che la ditta concorrente abbia tentato di portare dalla sua un altro dipendente della Chimical, assunto da vent'anni.
La Chimical, del resto, accusa una perdita di clientela. In una ordinanza della Sezione feriale del tribunale di Lecce (presidente Alessandro Silvestrini), che decide sul reclamo della stessa ditta "clone" con cui si impugna il ricorso e la richiesta della Chimical di restituire "gli archivi informatici, i listini-prezziari e i codici praticati", si legge che "è emersa la denigrazione dell'immagine della Chimical, accusata da alcuni clienti "di aver rubato denaro mentre con la ditta costituita ex novo stanno risparmiando".
Poi c'è una vera confusione di ruoli: un'azienda di Torre Ovo, ad esempio, risponde al rappresentante della Chimical "di aver già fatto l'ordine", senza sapere che il rappresentante legale dell'altra srl (che ha chiuso quel contratto) non lavorava più per la società neritina ma per la propria.
La Srl "clone" è stata condannata dalle due sezioni alla rifusione delle spese di giudizio (4750 euro dalla "feriale" e 1500 euro dalla "commerciale") ma ora si profila una causa ulteriore per il danno eventuale anche d'immagine, a causa della perdita di clienti, sofferto dalla Chimical.
















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