NARDO' - Il Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, mantenendo fede agli impegni assunti durante i lavori della Commissione Ambiente di Nardò del 28 ottobre 2014, nel corso della quale aveva garantito la massima disponibilità sua e degli uffici della Provincia in relazione alla questione "ecoballe" ha predisposto una serie di controlli e verifiche e avviato un iter interlocutorio con tutte le parti in causa.
In particolar modo all'incontro di ieri 04.11.2014 dalla documentazione messa a disposizione dagli uffici è emerso che la Polizia Provinciale ha esperito i controlli sul conferimento di rifiuti cd. "ecoballe", da tempo depositate presso il sito impiantistico di Cavallino, presso la discarica per rifiuti inerti gestita dalla REI Srl in agro di Galatone.
Da questi controlli scaturisce che, ad oggi, sono state inviate nella discarica REI 750 t su un totale di 4.800 t complessivamente smaltite. La parte preponderante del rifiuto è stata smaltita nella discarica per rifiuti non pericolosi gestita dalla Formica Ambiente Srl in Brindisi.
Le "ecoballe" smaltite nella discarica per rifiuti inerti della REI sono solo quelle che, in seguito alla caratterizzazione analitica del rifiuto, operata da un laboratorio di analisi accreditato per conto dell'appaltatore dei lavori di rimozione, rispondono ai criteri di accettazione per le discariche di inerti stabiliti dal DM 27.09.10.
Il quantitativo complessivo dei rifiuti da smaltire oggetto di appalto è pari a circa 28.600 t. Residuerebbero pertanto, sulla base dei rapporti percentuali tra i rifiuti già asportati, ulteriori 1000 t di rifiuti inerti da conferire alla REI Srl.
Nel corso dei lavori appaltati è intervenuta la sentenza del Consiglio di Stato n. 5242/2014 del 23.10.14 che ha portato la Formica Ambiente Srl e la REI Srl a sospendere l'accettazione delle "ecoballe", nei rispettivi impianti di discarica, in attesa di chiarimenti da parte delle autorità competenti.
Tale sentenza riguarda la ben nota vicenda degli stabilimenti di tritovagliatura ed imballaggio dei rifiuti campani (cd. STIR) ed il conferimento in discariche fuori regione del rifiuto così trattato.
La sentenza, sulla base di una verificazione affidata al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, stabilisce in sostanza quanto segue:
▪ che è corretto assegnare, alle frazioni di rifiuto in uscita da tali impianti, il codice CER 191212 ma che tali frazioni, se destinate a smaltimento, continuano ad essere assoggettate al regime dei rifiuti urbani con la conseguente sussistenza del principio di autosufficienza regionale ai fini dello smaltimento;
▪ che la frazione umida tritovagliata con codice CER 191212, in ossequio alla normativa comunitaria e nazionale vigente (Direttiva 1999/31/CE e D.lgs. 36/03) deve essere sottoposta ad ulteriore trattamento per poter essere conferita in discarica.
Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nel seguito MATTM, infatti, già con la circolare 6 agosto 2013, sulla scorta di un motivato parere della Commissione Europea, ha chiarito che la sola tritovagliatura, pur rappresentando un miglioramento della gestione dei rifiuti indifferenziati, non soddisfa, da sola, l'obbligo di trattamento previsto dall'art. 7, primo comma, del D.lgs. 36/03 che deve necessariamente includere un'adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e la stabilizzazione della frazione organica. Tale obbligo prevede, tuttavia, alcune eccezioni:
• nel caso di rifiuti inerti il cui trattamento non sia tecnicamente fattibile;
• nel caso di rifiuti il cui trattamento non contribuisce al raggiungimento delle finalità di assicurare un'elevata protezione dell'ambiente e controlli efficaci, tenendo conto della specificità dei rifiuti pericolosi, riducendo la quantità dei rifiuti o i rischi per la salute umana e l'ambiente, e non risulta indispensabile ai fini del rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente.
In attesa di ulteriori approfondimenti l'Amministrazione Comunale di Nardò continuerà a seguire con particolare attenzione la vicenda allo scopo di garantire la massima sicurezza e la salute del territorio e dei cittadini tutti.
Il Presidente della Commissione Ambiente-Sviluppo e Pianificazione del Territorio
Consigliere con delega alle "Politiche sulla Sicurezza" Salvatore Antonazzo
















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