NARDÒ - L'Andrea Pasca ha vinto contro tutti e tutto. Ha vinto contro gli avversari del Partenope Napoli, ha vinto sul campo reso impraticabile dall'umidità, e ha vinto anche contro il blackout dovuto all'uso delle apparecchiature per asciugare il parquet. Ma così non si può andare avanti, non per molto. I tifosi durante lo stop forzato hanno lanciato cori poco amichevoli verso gli amministratori e il sindaco in prima persona. Non riportiamo fedelmente le parole della tifoseria, ma ci pare doveroso divulgare il malcontento che cresce domenica dopo domenica sulle gradinate del PalAndrea Pasca. Lo facciamo con la lettera di una tifosa, stanca di vedere scene imbarazzanti come quelle di stasera.

11.01.2015, ANDREA PASCA NARDÒ-PARTENOPE NAPOLI
Signor Sindaco,
Lei non prova alcun senso di colpa, di vergogna, di nullità davanti allo scenario che, se non ha vissuto direttamente, vede qui chiaramente? Elettricità fantasma, campo impraticabile.
L'Andrea Pasca è in un campionato di serie C nazionale, veniamo accolti tutti ed in tanti benissimo in signori-palazzetti, mentre noi ricambiamo con un tensostatico fatiscente, squallido, reso vivibile dall'amore e dalla passione che aleggiano nell'aria quando ci siamo dentro, che talvolta non bastano nemmeno, e da null'altro.
Con fatica abbiamo concluso la partita e col cuore abbiamo raggiunto la vittoria. La Sua Nardò, oggi, ha battuto gli avversari Napoletani per la bellezza di 65-56.
Quante altre volte dobbiamo temere la sospensione della partita? Quante volte ancora dobbiamo vergognarci? Quante persone in campo ad asciugarlo anche durante un'azione di gioco? Quanti avversari mandare indietro e, soprattutto, far tornare a spese della nostra società?
Quante volte ancora dobbiamo abbassare la testa e sollevare le spalle davanti a tutto questo?
Di quante altre sollecitazioni ha bisogno prima che si metta in moto per una causa che una larga fascia della città di cui è Primo Cittadino Le chiede da tempo? Fascia che più di una domenica, in prima persona, ha visto sgolarsi, esultare, abbracciarsi, condividere emozioni: l'amore per uno sport e per una squadra di cui da tempo aveva bisogno e che finalmente possiede a livelli alti ed ancora ambiziosi. E deve essere Suo interesse incentivarla, non tagliarle le ali! Mi chiedo come possa non capirlo, non agire, adagiarsi nell'indifferenza dopo qualche contentino e supervisione iniziale.
In attesa.
Con umiltà, rispetto e vergogna.
Una tifosa

















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