NARDO' - Un altro amico è scomparso e, soprattutto, un’altra pagina è stata a Nardò svoltata, nostro malgrado, dal soffio implacabile del destino umano.
Franco Natalizio, quella persona umile e determinata, coerente e leale.
Eravamo legati da lunga amicizia personale e da amicali rapporti delle nostre rispettive zie, che nel tempo si sono sempre più stretti tanto da commuoverci negli abbracci, quando in questi ultimi tempi ci incontravamo.
Sorriso aperto, occhi commossi e stretto abbraccio comprendevano il nostro lungo cammino di affetto, di stima e di militanza in quel partito, la Democrazia Cristiana, nella quale ci eravamo alimentati di cultura, di servizio, di senso del confronto, spesso serrato, e del dialogo, e di impegni progettuali.
Che stagione quella vissuta insieme in politica, dove ci siamo forgiati, e, poi, in amministrazione comunale, dove abbiamo cercato di servire la città!
Abbiamo avuto, quasi sempre, un punto di riferimento nel mio «avvocato» e nel tuo «presidente», Benedetto Leuzzi, con il quale e per il quale ci cimentavamo in politica e con il quale, nelle domeniche, insieme all’altro indimenticabile amico, Franco Mirarchi, ci accompagnavamo per la Messa delle 11,30 in cattedrale.
Anche quando mi ponevo in contrasto con l’«avvocato» e quando, poi, ho preso le distanze da lui, pur sempre amato e rispettato, la nostra amicizia, le nostre confidenze, le nostre ansie e le nostre attese politico-amministrative ci hanno accomunato nella condivisione più leale e più sincera.
E come non ricordare le boccate di fumo che mi facevi inspirare direttamente da una sigaretta in un aula consiliare affumicata all’inverosimile, soprattutto in quelle lunghe nottate di Consigli comunali con sedute interminabili, accese e vibranti.
E come non ricordare la tua umiltà nella spartizione delle poltrone…e il tuo entusiasmo, tinto di coraggio e di timore, quando ti caricasti, per servizio politico-amministrativo, la Nardò calcistica!
E potrei continuare…
Mi hai fatto entrare nella tua vita privata, nella quale mi sono affacciato in punta di piede, e ti ho visto trovare autentica serenità con la tua Lina e immensa felicità con il tuo Gianni.
Se cara, compianta e stimata è la pagina che appartiene, pur in non pochi righi, anche a me, essa per tutti contiene indelebili esempi di lealtà e di entusiasmo amicali, di coerenza politica nella tua e nostra Democrazia Cristiana, di rispetto umano e di amore familiare, di umiltà e di disponibilità nel servizio.
Sì, un testimone semplice di come si deve vivere la quotidianità, ma quanti ancora possiamo dirci tali?
Mario Mennonna
















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