NARDO' - Il Danubio nel bicchiere. Decine di ettari di terra sommersi dalle acque, contadini inviperiti, danni per migliaia di euro ma la responsabilità non è di nessuno. Siamo nelle campagne di Nardò, territorio italiano, ben inzuppato di grotteschi paradossi. Teatro del disastro è la strada che conduce verso contrada Olivastro, tra la provinciale Nardò-Leverano e contrada Paduli.

Il tratto finale del nuovo canale Asso, costato sei milioni di euro (e non ancora collaudato), è straripato allagando le campagne circostanti. Campi di grano, oliveti, vigneti, ortaggi e serre agricole sono stati sommersi dalle acque piovane provenienti dal canale. Michele Calò, agricoltore con molte primavere alle spalle, chiede spiegazioni: "Prima dovevamo difenderci dall'acqua proveniente dalla vora delle Colucce. Adesso ci sorprende e ci sommerge arrivando dall'altro lato. Perché succede e chi pagherà i danni?". La situazione, di fatto, sembra peggiorata. Contrada "Paduli" non si chiama così a caso. La zona tra Nardò e Leverano è ad alto rischio allagamenti per la presenza delle vore Colucce e Parlatano. In passato acquazzoni biblici hanno fatto tremare i polsi a cittadini e istituzioni.
La situazione attuale vede il terminale del nuovo canale Asso del tutto inadeguato. Le vore "Manieri" sono piccole e il progetto di mitigazione del rischio idraulico non è stato ultimato. Il fiume artificiale, largo venti metri e profondo oltre cinque, finisce in un buco troppo piccolo per smaltire in breve tempo centinaia di metri cubi di acqua proveniente da quarantasei comuni salentini. Sul posto, sin dalle prime ore del mattino, è arrivato Michele Muci, consigliere comunale e referente quasi "naturale" del mondo agricolo neritino. Muci è anche responsabile del consorzio agrario nonché imprenditore agricolo. Con lui anche il comandante della polizia municipale Cosimo Tarantino e il maresciallo Alvaro Piccione. La loro presenza è diventata l'anello di congiunzione tra il Consorzio di bonifica dell'Arneo, ente attuatore del progetto faraonico, e gli agricoltori presenti sul posto. Un funzionario dell'ente è sopraggiunto spiegando in pochi quel che è successo: "il nostro obiettivo era salvare il centro abitato di Nardò dal rischio idraulico. In parte ci siamo riusciti ma il progetto non è ultimato. Manca il secondo stralcio e siamo in attesa che venga finanziato per evitare, in futuro, quello che è accaduto in questi giorni".
Michele Muci è riuscito a strappare un incontro con i vertici del consorzio di bonifica: "La situazione è insostenibile. Martedì, insieme al sindaco e altre autorità, incontrerò i responsabili del consorzio per discutere del problema e cercare una soluzione al grave problema".


















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