PROVINCIA DI LECCE - Ottavio Calò, direttore del Consorzio Salentino Olivicoltori (CSO), accoglie le linee di principio contenute nel piano del commissario straordinario Giuseppe Silletti ma sottolinea alcuni aspetti più pratici: "va bene rispettare le buone pratiche agricole ma nessuno si azzardi a speculare in questo momento così difficile per l'olivicoltura del grande Salento".
Il sodalizio raccoglie le paure di 13mila addetti ai lavori (frantoi ani, cooperative e singoli imprenditori agricoli) nella sola provincia di Lecce, quella più colpita dal batterio killer. Il numero sale ancora e supera i 23mila iscritti se si considerano le province vicine.
"Per mettere in pratica le buone pratiche agricole previste dal piano di intervento – spiega Ottavio Calò – non è rimasto molto tempo. Bisogna fare in fretta, sono rimasti pochi giorni utili. Si tratta di altri trenta o quaranta giorni". Le misure che indica Calò sono quelle indicate, già qualche settimana fa, proprio dal comandante regionale del Corpo forestale dello Stato, Giuseppe Silletti: "E' necessaria un'azione immediata sarchiatura e aratura dei terreni olivetati della zona infetta da Xylella fastidiosa nella zona salentina per evitare il diffondersi del vettore, ovvero dell'insetto sputacchina, causa della propagazione del fitopatogeno".
Se il proprietario di un oliveto non provvede di propria iniziativa, interviene il braccio operativo dell'Arif (Agenzia regionale Attività Irrigue Forestali). Gli operai procederanno addebitando i costi sostenuti per completare i lavori. L'obiettivo è quello di non lasciare "oasi felici" per insetti che trasportano il batterio Xylella.
"Se un automobilista infrange una regola – spiega il direttore del Cso – conosce benissimo l'importo della sanzione. In questo caso no. Per arare un oliveto di un ettaro si possono spendere al massimo ottanta o cento euro. Oltre a mettere in guardia gli olivicoltori da possibili sciacalli, le istituzioni potrebbero fare un passo ulteriore ovvero quello di offrire, per chi è impossibilitato anche contro la propria volontà, un servizio ad un prezzo onesto".
Xylella avanza, gli ulivi muoiono e la confusione è ancora ad alti livelli. L'impressione è quella che manchi una cabina di regia attenta a coordinare i vari organismi presenti sul territorio, dalle associazioni di categoria ai comuni. Questi ultimi, soprattutto dopo la proposta di Coldiretti di istituire in ogni municipio uno sportello agricolo per raggiungere capillarmente ogni angolo del territorio salentino, potrebbero giocare un ruolo determinante nella difficile battaglia. "Bisogna rendere pratico il piano di Silletti - conclude Calò -, e per farlo serve chiarezza. Nessuno, per esempio, ha pensato di stampare un manifesto con dieci semplici azioni da attore per rallentare la diffusione del batterio. Molti olivicoltori, per esempio, credono che esista ancora il divieto di bruciare le ramaglie delle potature. Un divieto, ricordiamo ancora una volta, superato dall'emergenza attuale".
















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