NARDO' - Il nostro "Nanni Orco" abbandona, per una volta, l'annotazione politica e di costume per dedicarsi ad un articolo che riguarda la microcriminalità. Diverse auto, infatti, sono state rubate tra Nardò e marine con un "epicentro" o via di fuga, che dir si voglia: posto di blocco. Si tratta di un fenomeno che colpisce molto le famiglie, da ciò l'appello di Luigi nanni a sindaco e prefetto.
Cosa succede a Nardò? Arrivano i nuovi predoni. Lunedì, alle prime ore dell’alba, sono “sparite” sei auto nell’area di Vacanze Serene. Un furto in grande stile, evidentemente ben studiato e preparato in ogni dettaglio. Sono arrivati sul luogo con tutti gli arnesi, forse un grosso camion e si sono messi all’opera.
E’ certo che avessero anche una gru maneggevole che riesce a spostare pesi di alcuni quintali. Per ladri di tale lignaggio non è stato certo difficile mettere a segno quel colpo clamoroso. Semmai è difficile capire come mai nessuno se ne sia accorto e che non abbiano lasciato traccia. Anche qui una “spiegazione” c’è. Hanno agito “subito dopo” il servizio di raccolta- rifiuti di buon mattino della ditta Bianco e che, per le modalità, vede sbatacchiare cassoni metallici, oltre ovviamente allo stesso rumore dei mezzi. Ammesso, dunque, che i proprietari si fossero svegliati, avrebbero subito pensato a quel tipo di servizio, rimettendosi a dormire.
Fin qui la storia, da lasciare a bocca aperta e con l’amara convinzione che non è certo la prima volta che si occupa di queste cose. Ricordiamo il furto di decine di tombini nelle marine di Nardò, oppure la devastazione di una villa nell’area di Portoselvaggio o, ancora, la brutale rapina alla Ldl e poi alla pompa di benzina dirimpettaia alla stessa Lidl di qualche giorno addietro. Infine, la notizia che qualche altra auto è stata rubata in città domenica scorsa. Acqua passata.
Si tratta– viene detto – di fatti che destano un forte allarme sociale. Siamo d’accordo. Dopodichè ( e non è questa una litanìa), constatiamo anche che c’è troppa fatalità e rassegnazione in giro. Tanto da scoraggiare persino a esporre denuncia (attenzione, è obbligatorio e conveniente farla anche per le implicazioni che possono determinarsi con un’auto che è stata rubata e probabilmente viene rimessa in circolazione!). Inermi, di fronte a tanto malaffare e violenza, colpendo lavoratori, pensionati e gente comune cui quell’auto serviva per muoversi, per lavorare. Curiosi? Si trattava di una Lancia Musa, di una Ford Fiesta, di una Cinquecento, di una Panda e altre marche. Tutte abbastanza nuove. Succede anche di indignarsi (ci mancherebbe altro!) e non capire come si possa uscire da questa situazione. Con chi prendersela? Non certo con Polizia e Carabinieri cui, sempre, bisogna dare atto del loro impegno (semmai, deve essere chiaro a ogni cittadino che il suo compito è collaborare).
Credo, invece, che possiamo farlo con l’Autorità Centrale (traduco: il Governo), che da una parte sbandiera il diritto irrinunciabile alla sicurezza del cittadino, dall’altra lascia sguarnite postazioni che, per stare al caso di Nardò, non superano rispettivamente la dozzina di uomini. Un numero pericolosamente basso. Sempre gli stessi. E sempre chiamati anche a gestire l’emergenza. Ed ecco che qui si stratta di intendersi, sgombrando il campo di voler “giustificare” la situazione con la mancanza di risorse. Così non è, non deve essere. Semmai è ora di puntare i piedi e farsi sentire. Serve fare una petizione al Prefetto Giuliano Perrotta? E’ il Prefetto a conoscenza di quanto avviene a Nardò?
Chi subisce un furto avverte tutta la violenza addosso. Che si abbatte anche sulle proprie necessità. Essere privati dell’auto, ma anche spogliati delle proprie abitudini. Se si hanno risorse se ne comprerà un’altra, mettendo in atto strategie di conservazione. In un garage a pagamento o, se si tratta di furti nelle case, mettendo porte di ferro e marchingegni elettronici alle porte che possano bloccare tanta invadenza criminale.
Qualcosa da fare dovrebbe esserci. O qualcuno che ci dia un’idea di cosa fare. O niente di tutto questo.
Probabilmente in tutti noi non è ancora scattato un vero allarme, credendo che si trattarsi sempre di ordinaria delinquenza. E forse è bene fermarsi a questa sensazione. Ma il fatto resta grave e l’amministrazione di Nardò con in testa il Sindaco deve battere un colpo. Deve fare la sua parte per garantire la sicurezza dei suoi cittadini. Altra cosa è dire se questo colpo avrà mai una risposta.
Luigi Nanni
















NARDÒ - Sembra ieri – e siamo nel 1975- l’incontro presso l’abitazione di Bruno De Razza al fine di dare un assetto culturale ad una nuova e originale iniziativa: una radio che Fernando Raho e...
NARDO' - Un video bellissimo con la piazza stracolma di gente per il sindaco di Palermo, fondatore della Rete. E poi la seconda parte con tanti volti noti ai neritini.
La crisi climatica e l’adeguamento degli immobili adibiti alla didattica e alla ricerca nelle nostre scuole.
L'A9 Nardò torna a mani vuote dalla trasferta di Molfetta.
NARDÒ (LE) – Inizio di stagione trionfale per la scuola del maestro Antonio Avantaggiato, che domina sul tatami pugliese e lucano con una prova di forza corale e ben...
NARDÒ - L’episodio ad agosto a Sant’Isidoro, il ragazzo premiato “per il coraggio e la prontezza”.
NARDÒ - Le parole del Santo, tratte dalle sue opere e dalle preghiere più significative, prendono vita nella voce vibrante e profonda dell’attore Gianmarco Tognazzi, che ne restituisce l’umanità, la...
NARDO' - A Nardò cresce l'attesa per una nuova serata all'insegna della musica e del tifo per Giacomo Calò, il giovane artista neretino impegnato nel percorso di X...