NARDO' - Tranquilli, noi non vi facciamo perdere il filo del discorso pubblicando repliche appese per aria, che non si sa nemmeno a che cosa facciano riferimento.
Andiamo con ordine: il piano coste del Comune di Nardò (anche a causa di una macchinosa attività legislativa effettuata dalla Regione) ha generato una notevole mole di contenzioso. Il Comune di Nardò ci ha messo del suo ritardando molto l'approvazione definitiva (per altro non ancora avvenuta) del Piano coste comunale.
Una impresa di Nardò, la Kaikko, che intende realizzare una piattaforma lungo la costa sud del litorale, ottiene dal Tar un pronunciamento con cui il tribunale amministrativo evidenzia l’errata decisione della Giunta di ottobre 2014 rilasciare le concessioni in base a dei bandi. Ma l'assessore Leuzzi replica (anche ad una parte politica della sua stessa maggioranza, l'Udc, cui fa riferimento nella prima frase del suo intervento) come leggerete più sotto, con l'avvocato della Kaikko che poi risponde a sua volta.
MAURIZIO LEUZZI (ASSESSORE URBANISTICA)
Continuo ad essere sconcertato dal comportamento di chi critica e rimescola nella polemica sul PCC solo per nuova visibilità, o di chi sbandiera sulla stampa una sentenza del TAR (ormai nei fatti superata), ingenerando negli interessati nuove infondate aspettative (risarcimento danni).
Chiarisco che l’ultima sentenza del TAR ha avuto come unico effetto l’annullamento del provvedimento del novembre 2014 con cui l’ufficio comunicava che l’istruttoria della pratica non sarebbe potuta avvenire prima del 2015, e che l’intenzione dell’Amm.ne, espressa nella delibera di giunta, era quella di procedere alla selezione dei concessionari a mezzo bando pubblico, e ciò per uniformarsi a quanto stabilito sul punto dalla normativa comunitaria.
Sotto l’aspetto formale il provvedimento è stato censurato dal TAR, in quanto ritenuto un atto soprassessorio che determinava le modalità di espletamento delle procedure competitive (bandi pubblici) con un proprio PCC ancora in itinere, discostandosi dalle previsioni regionali.
Sotto l’aspetto sostanziale, ciò che invece oggi rileva, è che tale censura è stata superata dalla nuova legge regionale. Infatti quel principio (comunitario) al quale da subito questa Amm.ne aveva inteso uniformarsi col provvedimento impugnato, è stato oggi recepito dalla nuova normativa regionale. Ciò che ha confermato la correttezza dell’impostazione data dall’Amm.ne nella scelta delle modalità di espletamento delle procedure selettive.
Peraltro, adottato in giunta il PCC nel febbraio 2015, l’Amm.ne, ha comunque proceduto all’istruzione delle pratiche nel frattempo pervenute (attenendosi a quanto stabilito dal Consiglio di Stato) ed ha attivato i rende noto (dando priorità proprio a quelle pratiche per le quali vi erano contenziosi in piedi). Il tutto prima ancora che lo stesso TAR si pronunciasse in via definitiva con la sentenza che oggi viene sbandierata strumentalmente, ad altri fini.
Ma la conseguenza, ora, è che tutti quegli imprenditori che hanno sino ad oggi contestato l‘intenzione dell’Amm.ne di procedere alla selezione dei concessionari attraverso bandi pubblici, incalzandola con contenziosi amm.vi allo scopo di ottenere la pubblicazione dei rende noto, alla luce di quanto stabilito dalla nuova legge regionale si vedranno probabilmente costretti a ricominciare daccapo, partecipando ai bandi previsti oggi dalla nuova legge regionale. Con buona pace di quanti li hanno sino ad oggi consigliati.
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PAOLO GABALLO (LEGALE KAIKKO)
ALTRO CHE SENTENZA SUPERATA! IL TAR HA BOCCIATO PIU’ VOLTE LA POLITICA SEGUITA DALL’AMMINISTRAZIONE SUL PIANO COSTE!
Le recenti dichiarazioni dell’assessore al ramo impongono alla Kaikko s.r.l. le seguenti repliche per smentire la fantasiosa ricostruzione dei fatti che ha fornito.
Nel 2014, la Kaikko s.r.l. ed altri imprenditori chiedevano di realizzare degli stabilimenti lungo la costa.
Il 13 ottobre, il TAR di Lecce, con la sentenza 2480, accogliendo il ricorso di Michele Durante, un altro aspirante concessionario, stabiliva che il Comune poteva rilasciare nuove concessioni senza bandi pubblici, ma attraverso il “rende noto” previsto dal codice della navigazione.
Incurante della pronuncia del TAR, la Giunta decideva ugualmente, con un’apposita delibera, di assegnare le concessioni con dei bandi, che peraltro avrebbe pubblicato solo entro il 2015.
Questa decisione costringeva la Kaikko a rivolgersi al TAR, in quanto i bandi non erano previsti da alcuna norma ed in quanto la decisione di pubblicarli solo entro il 2015, e quindi eventualmente anche nel dicembre 2015, bloccava di fatto la sua iniziativa economica.
Già il 12.12.2014, il TAR, con l’ordinanza 639, sospendeva la decisione del Comune, stabilendo che poteva rilasciare la concessione in base al “rende noto” e senza bando, come già chiarito in precedenza.
Sicchè, la Kaikko s.r.l. effettuava consistenti investimenti per realizzare lo stabilimento nella stagione estiva 2015, sottoscrivendo anche dei contratti per la gestione, di cui l’assessore non è a conoscenza, visto che il Comune non era neanche costituito nel giudizio.
Nei giorni seguenti, poi, il TAR, accogliendo il ricorso di altri aspiranti concessionari, “bocciava” in maniera drastica l’operato dell’Amministrazione, stabilendo che “nessuna norma vigente giustifica la decisione del Comune di sospendere tutte le pratiche per il rilascio di concessioni demaniali fino all’approvazione dei bandi”.
Nonostante l’ordinanza esecutiva 639/2014, regolarmente notificata al Comune, e gli investimenti effettuati dalla Kaikko, l’ufficio non pubblicava il rende noto della sua domanda, che veniva più volte sollecitato per iscritto.
Anzi, il 14.1.2015 il Dirigente, disattendendo la decisione del TAR, comunicava sorprendentemente che non avrebbe pubblicato alcun rende noto, ma solo i bandi in origine decisi dall’Amministrazione. Sicchè, la Kaikko era costretta, ancora una volta, a ricorrere al TAR, sopportandone le spese.
Ricevuto il nuovo ricorso, solo il 12.3.2015, l’ufficio pubblicava il “rende noto” della domanda della Kaikko, assegnando 45 giorni agli interessati per presentare domande concorrenti. Nei giorni scorsi, il TAR ha pubblicato la sentenza definitiva sulla vicenda, condannando il Comune a pagare le spese di giudizio.
La sentenza, piuttosto che “superata”, conferma, sotto diversi profili, l’errata decisione della Giunta di ottobre 2014 rilasciare le concessioni in base a dei bandi.
Ora la Kaikko, a causa delle errate decisioni dell’Amministrazione e dei ritardi accumulati dall’ufficio nell’istruttoria della pratica, non potrà realizzare lo stabilimento nella prossima stagione; sicchè, nei prossimi giorni, promuoverà un giudizio per il risarcimento dei danni subiti ed il mancato guadagno.
Quanto all’idea dell’assessore di pubblicare nuovi bandi in base alla recente legge regionale, ad oggi la Kaikko non ha ricevuto alcun provvedimento al riguardo; in tal caso, valuterà se ricorrere al TAR. In caso contrario, ogni commento appare al momento superfluo.
















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