NARDO' - Braccio di ferro sugli alberi in città. Da una parte Massimo Vaglio, dall'altra il consigliere comunale Daniele Piccione. L'occasione che innesca la diatriba è l'abbattimento delle quinte alberate di via Secchi e via Medaglie d'oro. Si tratta di 85 piante, in larga parte già abbattute, di tiglio. L'ambientalista si è rivolto ai carabinieri della locale stazione sporgendo una querela ma il rappresentante dell'Amministrazione comunale, raggiunto telefonicamente, non si scompone: "non voglio entrare in polemica, accetto le critiche ma in questa occasione ha prevalso il buon senso. E vi spiego anche il perché".
Il rappresentante della maggioranza, delegato dal sindaco al decoro pubblico, precisa: "di fronte alle 107 piante da abbattere previste nel piano iniziale, siamo scesi a 85. Un chiaro segnale che dimostra la buona volontà a salvare il salvabile dove possibile. Siamo alle prese con gli effetti di una scelta sbagliata - aggiunge Daniele Piccione -, ovvero quella di piantare i tigli, presa molti anni fa. La decisione di abbattere gli alberi arriva dietro il sollecito e le azioni legali dei residenti su quelle vie, alle prese con l'impraticabilità e la pericolosità dei marciapiedi".
Una riduzione delle eradicazioni ottenuta probabilmente grazie alla perizia tecnico-agronomica firmata da due professionisti, Bruno Vaglio e Cristian Casili, sollecitati dallo stesso Massimo Vaglio. Quest'ultimo, nella sua denuncia, aveva sottolineato la possibilità di salvare alcune piante dalle vie oggetto dei lavori ritenendo "l'intervento parzialmente ingiustificato ed arbitrario. Inoltre, si potrebbe configurare un cospicuo danno erariale a carico della comunità cittadina a cui tutti gli alberi appartenevano. Un danno quantificato nella relazione agronomica dei due tecnici". Non tutti i cittadini, dunque, la pensano allo stesso modo.
"Siamo stati costretti ad abbattere 85 tigli - conclude Piccione - ma abbiamo piantato 120 Hibiscus. Una scelta varietale dettata dall'emergenza Xylella che investe, al momento, 120 specie vegetali. Sarebbe stato impossibile piantare dei lecci, per esempio. In futuro potremmo avere problemi simili nella zona 167 ma cercheremo di mantenere in positivo il bilancio tra tagli e nuove piantumazioni".

















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