NARDO' - Il Tar di Lecce ribalta l’esito della gara per l’affidamento dei lavori della circonvallazione di Nardò da parte della Provincia di Lecce.
Si tratta di un’opera attesa sin dal 1994 che devierebbe dal centro il traffico proveniente da Lecce e diretto verso il tarantino (e viceversa) e verso il sud della provincia. Con sentenza pubblicata ieri mattina, la II sezione del tribunale amministrativo Lecce (presidente estensore Rosaria Trizzino) ha accolto il ricorso proposto da due imprese leccesi (Centonze Strade e Dielle), difese dagli avvocati Pietro Quinto e Luigi Quinto, contro l’aggiudicazione dei lavori di realizzazione della circonvallazione di Nardò disposta dalla Provincia di Lecce in favore della società Igeco, per un importo superiore ai 3 milioni di euro.
L’aggiudicazione risale al gennaio scorso ed era stata disposta nonostante le due ditte leccesi, classificatesi al secondo posto, avessero segnalato alcune irregolarità nello svolgimento della procedura, attraverso lo strumento del preavviso di ricorso. Sul preavviso di ricorso era stato acquisito il parere dell’Avvocatura provinciale che aveva condiviso i rilievi formulati dalle ditte, con riferimento all’errata attribuzione del punteggio alla società prima classificata per il criterio relativo alla valorizzazione delle proposte che avessero comportato un risparmio energetico per l’Ente. In particolare, risultavano erroneamente attribuiti alla Igeco cinque punti per questo criterio pur a fronte di un’offerta che non prevedeva alcun risparmio energetico, come accertato dalla stessa commissione di gara.
Il dirigente competente, disattendendo il parere dell’Avvocatura interna, aveva però deciso di confermare l’aggiudicazione in favore della società Igeco. Di qui il ricorso al Tar. Nel corso del giudizio, definito dal giudice amministrativo in soli tre mesi in applicazione delle nuove disposizioni acceleratorie in materia di opere pubbliche, i legali hanno contestato la contraddittorietà del comportamento dell’Ente e la erronea formazione della graduatoria, rivendicando per le due ditte leccesi l’aggiudicazione dell’appalto. A sua volta, la società Igeco, nel costituirsi in giudizio, ha contestato l’ammissione in gara dei ricorrenti, sotto molteplici profili. La decisione del Tar di questa mattina ha accolto integralmente le tesi dei difensori delle ditte Centonze e Dielle, respingendo i rilievi della Igeco ed affermando che la clausola del bando “va inequivocabilmente interpretata nel senso di escludere che possa considerarsi migliorativa una proposta che non comporti alcun risparmio energetico”, così riconoscendo il diritto delle ricorrenti a vedersi aggiudicare l’appalto in quanto titolari dell’offerta migliore. Il Tar ha altresì condannato in solido la Provincia di Lecce e la società Igeco alla rifusione delle spese del giudizio in favore delle società Centonze e Dielle.
















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