NARDO' - "Si può lavorare alle 13-13.30 per raccogliere pomodori o altro in pieno campo con oltre quaranta gradi di temperatura? Questo non è solo sfruttamento, è soprattutto disumanità. E' mai possibile, ancora nel 2015, lavorare con turni massacranti che raggiungono anche le tredici ore di fila sotto il sole cocente? Ma che tipo di imprenditoria agricola abbiamo nel nostro territorio? Qual è la loro cultura? Non si può continuare a lavorare senza contratto, senza ingaggio e per pochi euro".
Certo, il caso di Mohamed è emblematico, ma quanti braccianti neritini lavorano nelle aziende agricole locali per 365 giorni l'anno o giù di lì, mentre poi si trovano con un ingaggio pari a 52 giornate lavorative? E bene che vada hanno un ingaggio di 102 giornate. E' legalità questa?
Queste aziende non hanno un sindacato? E se ce l'hanno, che funzione svolge? E' questa l'eccellenza dell'ortofrutta neritina? E' questo il made in Italy? Non può e non deve essere questo. Il made in Italy è un'altra cosa: è fantasia, progettazione, rispetto delle regole.
Nardò svegliati, esci dal tuo torpore quasi omertoso. Caro sindaco si può e si deve anche pregare ma a desso è soprattutto tempo di agire: è tempo che le istituzioni tutte, compresa la Giunta comunale, facciano fino in fondo il proprio dovere. A partire dal campo di accoglienza per finire ai controlli da parte di vari organi ispettivi, sia della direzione territoriale del lavoro che dell'Inps, che se ci sono, sono pochi e non ottengono l'effetto sperato.
Il comune di Nardò dimentica spesso che è stato insignito di medaglia d'oro per l'accoglienza. Oggi Nardò potrebbe ambire alla stessa onorificenza? No. Quella tendopoli è disumana e inabitabile, ma soprattutto è stato fatto di tutto affinché occhio non veda cuor non si dolga. Nardò svegliati. Il tuo progresso (se ci sarà) non può basarsi sul sotto salario, sullo sfruttamento, ne tantomeno sulle morti di lavoro.
Sviluppo significa, tra le tante altre cose, progettazione, elaborazione, studio, omogeneizzazione delle proprie conoscenza, interconnettersi con gli altri, consorziarsi.
In questo modo nascono idee che diventano progetti e che a loro volta, sfruttando bene le leggi anche comunitarie vigenti, diventano lavoro vero e quindi sviluppo e di conseguenza benessere per tutti.
















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