NARDO' - Due salentini “straordinari” guideranno i telespettatori del Belpaese attraverso i “cinque sensi” di un fragrante Salento. La regia? Di una neritina.
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Sono Giuliano Sangiorgi e Andrea Mariano, voce e tastiere dei Negramaro, a far da guida in Puglia nel nuovo episodio de 'I Giganti', la collana di documentari in onda su Rai1 da qualche settimana.
Dal Carrubo di Gallipoli, il più antico d'Italia, si andrà alla scoperta delle Luminarie di Scorrano, di Taviano 'Citta dei fiori', della Taranta degli Alla Bua, degli ulivi millenari della Piana di Monopoli fino agli esperimenti dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Lecce.
Quella dei due musicisti non è la sola ”voce amica” a guidare i telespettatori di tutta Italia in questo viaggio nella regione. La regista dell’intero documentario, Francesca Muci, è una neritina “doc”, legatissima alla sua terra e residente a Roma solo per necessità lavorative: si vede che il Salento è nel suo cuore e lo si scoprirà dalle inquadrature, generose, anche alla bella Nardò, alla sua piazza dorata, al Centro storico, al lungomare tra Santa Caterina e Santa Maria e al panorama mozzafiato di Torre Uluzzo.
Ogni viaggio parte da un “patriarca verde”, un albero del territorio antico di 500 anni, forse il più vetusto d’Italia. Così i due Negramaro si sposteranno, dialogando tra loro, dal grande carrubo di Gallipoli per esplorare questa terra incantata.
Il documentario "I Giganti", prodotto da Rai Cinema e Pepito, è sceneggiato da Daniela Giammusso. Si tratta di un viaggio attraverso i cinque sensi nel quale anche Taviano diventa protagonista.
Tra le molte sorprese che la Puglia riserva c’è poi un piccolo angolo di regione “profumatissimo”, come quello della “Città dei fiori” che sarà la protagonista del capitolo “Olfatto".
La prima tappa, Scorrano e Maglie, racconterà per il capitolo Vista, cosa accade quando l’arte incontra la Luce, con un’eccellenza locale come le luminarie. Una tradizione nata per ringraziare in processione la Santa Domenica che nel Seicento aveva salvato la popolazione debellando la peste, oggi diventata punta di diamante del Made in Italy nel mondo. Mentre per l’Udito non si poteva non ricordare la Taranta, ma nella versione aggiornata e riletta da un giovane gruppo salentino come gli Alla Bua, che alla “pizzica pizzica” fondono suoni e temi dell’oggi.
Per il Gusto, la scelta è stata di andare alle radici del più rinomato sapore pugliese, gli ulivi della piana intorno a Monopoli, siamo infatti tornati indietro nel tempo per scoprire, insieme a Enzo Suma, presidente dell’Associazione Millenari di Puglia, quali sono le origini dell’albero simbolo di questa regione.
Per chiudere, l’IIT- Istituto Italiano di Tecnologia di Lecce, dove il futuro della Puglia prende corpo ogni giorno, tra le misure infinitesimali e inafferrabili delle nanotecnologie e gli strabilianti esperimenti condotti sul tatto.
















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