LECCE - Alcune persone si sono presentate nel reparto di Neurochirurgia del Vito Fazzi per guardare in faccia e fissare negli occhi Jacopo Lorusso, il 33enne che alla guida di una Seat Ibiza, ha travolto ed ucciso due sedicenni in scooter, Giorgio Sabato di Nardò e Alex Furio di Copertino.
Il giovane era piantonato in ospedale: è risultato positivo all’alcol e alla droga. Le persone sono state fermate dagli agenti della polizia penitenziaria, incaricati di sorvegliare il detenuto. Il blitz è avvenuto alle 10 del mattino di lunedì scorso mentre i medici erano impegnati nel giro-visita e l’accesso nel reparto non è consentito agli estranei.
Certo è che, all’improvviso, due donne ed un uomo con passo deciso e visibilmente agitati sono comparsi nel corridoio del reparto e si sono diretti verso l’ultima stanza, quella con il detenuto. Giunti in prossimità della porta di accesso hanno cominciato ad urlare la propria rabbia e il proprio livore contro il giovane. Sono stati momenti di grande agitazione. E quattro agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti per impedire l’aggressione fisica.
Poco dopo è tornata la calma: gli autori del blitz sono stati allontanati e i medici hanno ultimato la visita dei pazienti. L’episodio ha avuto una conseguenza: accelerare il trasferimento del detenuto da Neurochirurgia al reparto del Fazzi riservato ai reclusi. Un trasferimento quasi blindato. Una dozzina di agenti di polizia penitenziaria hanno scortato Jacopo Lorusso. Seduto su una sedia a rotelle, il giovane è stato accompagnato nella sezione dei reclusi, al seminterrato del Vito Fazzi.
















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