NARDO' - La Camera Forense Neritina manifesta la propria preoccupazione per lo stato di abbandono in cui operano in questi giorni gli Uffici del Giudice di Pace di Nardò, privi di strutture organizzative e di personale che possano consentire lo svolgimento delle udienze e una pur minima attività di cancelleria. Ma non ritiene che l'ufficio vada chiuso.
Se il D.Lgs. nr. 156/2012 ha consentito che gli uffici dei Giudici di Pace soppressi potessero essere mantenuti nelle loro sedi assumendosi gli enti locali interessati gli oneri di funzionamento e di erogazione del servizio, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che deve provenire dagli stessi enti locali, questa facoltà deve essere esercitata nell’interesse dei cittadini, garantendo quindi efficienza e dignità nell’espletamento del servizio. E oggi così non è. Le udienze spesso non possono essere tenute per carenza di personale; l’attività di cancelleria è assolutamente inadeguata al carico di lavoro, e spesso non garantisce gli adempimenti più immediati (comunicazioni di rinvii, reperimento di documenti e di fascicoli, rispetto dei termini….); conseguentemente anche i rapporti tra operatori non appaiono improntati a cordialità e spirito di collaborazione.
La Camera Forense Neritina ha sempre espresso il proprio, generale, disappunto rispetto ai criteri di revisione della geografia giudiziaria adottati dal Governo, che hanno condotto alla soppressione indiscriminata delle sedi distaccate di tribunale, ed all’accentramento a Lecce di tutti gli uffici del Giudice di Pace, fatta salva la facoltà per i Comuni interessati di farsi carico delle spese.
Le valutazioni di maggiore efficienza e di economia di costi si sono rivelate fallaci e nascondevano l’intento di disincentivare il ricorso dei cittadini alla giurisdizione, come fuorviante disegno di risoluzione dei problemi legati alla Giustizia. E’ la stessa logica che mette all’ordine del giorno anche la revisione dei Distretti delle Corti d’Appello, e che potrebbe condurre alla soppressione della Corte d’Appello di Lecce e della Procura Generale con accorpamento a Bari, e con gravissimo pregiudizio della legalità nel nostro territorio.
Diventa quindi necessario esprimere la più ferma contrarietà a tutti i progetti che prevedano un ulteriore allontanamento della Giustizia dal cittadino, prendendo ogni utile iniziativa alla conservazione degli Uffici Giudiziari secondo criteri di prossimità.
In questa ottica, la Camera Forense neritina ritiene fondamentale salvaguardare la permanenza del Giudice di Pace di Nardò, come ultimo presidio di legalità nel territorio, purchè si riesca, da parte dei Comuni interessati, ad offrire un servizio funzionale, efficiente, dignitoso; si garantisca competenza ed adeguata formazione del personale amministrativo sotto il profilo professionale e comportamentale, con la dovuta attenzione alle situazioni di incompatibilità ambientale.
Gli avvocati e le Associazioni Forensi, offriranno la loro collaborazione nell’interesse comune, , come sempre hanno fatto e come hanno già manifestato pubblicamente, e chiedono che, da parte dei Comuni di Nardò, Copertino, Galatone, Leverano, Porto Cesareo, vi sia una risposta chiara in ordine al rispettivo coinvolgimento nell’apparato organizzativo ed economico.
Si invita, quindi, il Sindaco di Nardò, avvocato Marcello Risi, a prendere atto dell’attuale difficoltà di gestione dell’Ufficio e a convocare, con la urgenza che la gravissima situazione oggi richiede, un incontro pubblico presso la sede degli Uffici giudiziari, con i Sindaci di tutti i Comuni del Territorio, con il Presidente della Corte d’Appello di Lecce, con il Presidente del Tribunale di Lecce, con il Coordinatore del Giudice di Pace di Nardò, avv.Veneranda Cerfeda, con gli avvocati e le Associazioni forensi interessate, affinchè si individuino i percorsi necessari, ciascuno per le proprie competenze, per assicurare alla cittadinanza di tutti i Comuni, e nel suo esclusivo interesse, la permanenza a Nardò dell’Ufficio del Giudice di Pace, con il rispetto delle esigenze di efficienza, correttezza e dignità della Giustizia.
Il Presidente
Avv.Sergio Limongelli
















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