NARDO' - Un chiarimento della commissaria della Asl leccese, Silvana Melli, rende evidente come, ormai, in questo genere di situazioni si proceda a tentoni: sulla carta il poliambulatorio di Nardò va implementato di servizi (prova ne sia che il mammografo sia stato montato e collaudato a Nardò) ma nella realtà le risorse si devono dividere con altri ospedali. E, quindi, il mammografo deve "partire". Con tutti i costi di un trasloco e di un nuovo collaudo.
“In assenza di soluzioni alternative” dice il commissario Melli “considerazioni di politica sanitaria e di tutela del diritto alla salute delle donne, hanno indotto anche le associazioni facenti parte del tavolo tematico della senologia, in seno al Comitato consultivo misto, a decidere democraticamente, nella seduta del 13 gennaio scorso, il trasferimento del mammografo da Nardò a Lecce”.
Contro questo spostamento si sono espressi il sindaco Marcello Risi che si è perfino esposto fino a proporre il ritiro della propria candidatura, ma poi la protesta è diventata trasversale con l'opposizione all'impoverimento dell'offerta sanitaria anche da parte del consigliere regionale M5S Cristian Casili e dei colleghi Ernesto Abaterusso (Pd), e del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti Luigi Manca e Saverio Congedo, che hanno invitato ad “evitare di fare campagna elettorale su argomenti tanto importanti” e ovviamente lanciando stoccate al Pd. “La battaglia perché il mammografo resti al poliambulatorio di Nardò è condivisibile e meritoria” spiegano Manca e Congedo, “l’importanza della prevenzione per diagnosticare un tumore in tempo e quindi salvare la vita, ma anche il corpo della donna, dipende proprio dalla possibilità o meno di poter eseguire con facilità i controlli. Quello che non è sicuramente, né condivisibile né meritorio” ammoniscono i consiglieri, “è che questa battaglia stia infervorando, come novelli paladini, coloro che non hanno fatto nulla quando il governo Vendola declassava, da ospedale a poliambulatorio di terzo livello, la struttura sanitaria di Nardò, chiudendo per esempio l’importante reparto di oncologia”.
A Pippi mellone, ovviamente, non pare vero di ricevere un altro assist per la campagna elettorale ormai in corso: "Abbiamo letto le dichiarazioni odierne del commissario straordinario Silvana Melli che annuncia il trasferimento del mammografo dall'ex nosocomio di Nardò all'oncologico di Lecce. Un fatto gravissimo. L'ennesimo fallimento della classe politica e dirigente neretina che da 20 anni guida ininterrottamente la Città. Il sindaco uscente Risi aveva preannunciato la sua intenzione di non ricandidarsi qualora il mammografo fosse stato trasferito. Si tratta, quindi, soprattutto di una sua sconfitta dopo le fanfare e gli annunci dei giorni scorsi all'arrivo del macchinario. Ma si sa, i vuoti Protocolli portano a questo. E lui sarà già stato messo da parte dal Popolo Sovrano quando arriveranno le infauste conseguenze del Protocollo sulla condotta a mare. Noi vogliamo ancora una volta essere contro corrente e chiedere al sindaco di non fare gesti estremi ed inconsulti. Ci ripensi! I neretini devono avere l'opportunità di giudicare e "premiare" i suoi 5 anni di "buon governo". Da mesi tedia la città di roboanti annunci sul suo ottimo (sedicente) operato. Non vederlo ricandidato per noi sarebbe un dispiacere troppo forte. Resti in campo. Senza di Lui non c'è divertimento... Ci sarebbe da ridere se non si trattasse di salute. Lo stesso sindaco silente e immobile dopo la chiusura dell'ospedale, quello stesso che nel 2011 vinse promettendo la riapertura, oggi si presta a queste pagliacciate forse per costruirsi un alibi e creare un "casus belli" che gli consenta di uscire di scena dignitosamente. Ma la dignità e la credibilità politica tra discariche, tasse e scandali vari, l'ha ormai persa da tempo" conclude.
















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