NARDO' - Ha partorito per strada, in una zona di campagna alla periferia di Porto Cesareo, dicendo agli amici che si appartava per un bisogno corporale. Invece, dopo pochi minuti, ha chiesto aiuto perché con sé aveva un neonato di tre chili e cento grammi. Una vicenda che esce fuori dal solco dell’ordinarietà si è consumata all’alba di domenica quando la località ionica è stata raggiunta da due coppie provenienti da Lecce. Si tratta di quattro persone, tra le quali una minorenne di 17 anni, due del capoluogo e due della provincia. Provengono dall’entroterra, dove hanno trascorso la notte in giro per locali, e si fermano prima al Boncore, località al lembo estremo del territorio di Nardò, per una sosta. Forse indotta proprio dalla ragazza che non si sente bene. Poi proseguono ancora, attraversando la statale e fermando l’auto poco prima dell’abitato di Porto Cesareo. Lì l’altra donna del gruppetto, una giovane di 19 anni, dice agli altri compagni di viaggio che deve allontanarsi per un bisogno fisiologico. Invece partorisce.
E’ la ragazza che l’accompagna a sentire i lamenti della giovane donna e poi il vagito del bambino: quando guarda nel buio si accorge che sul terreno, non è uno scherzo, c’è davvero una creatura appena nata. Le due chiedono aiuto, arrivano i due ragazzi e tutti restano a bocca aperta, forse anche la neo mamma: la comitiva era ignara dello stato di gravidanza della 19enne e la stessa donna non si aspettava di certo di dover partorire proprio in una serata dedicata al divertimento. Questa, perlomeno, la verità “ricostruita” in base alle dichiarazioni rilasciate agli investigatori dalla singolare comitiva. Spetta al vicequestore Leo Nicolì, dirigente del commissariato di Nardò, risolvere l’ennesima vicenda intricata capitatagli tra le mani.
Subito dopo questa inquietante nascita avvenuta all’addiaccio, i quattro hanno avvolto il neonato in un plaid e hanno raggiunto il primo ospedale, quello di Nardò. Da lì il piccolo e la madre hanno proseguito, in ambulanza, per il “Vito Fazzi” di Lecce dove sono tutt’ora ricoverati. Entrambi stanno bene anche se la madre avrebbe espresso l’intenzione di, come si dice, “partorire in anonimato”, non riconoscere il piccino e lasciarlo in ospedale. Anche questo aspetto sarà chiarito quando le persone coinvolte in questa vicenda avranno superato il comprensibile stato di choc derivante dall’accaduto.
Altra cosa certa è che la donna non è primipara ma ha avuto altri figli, nonostante la giovanissima età, e ciò spiega la facilità con cui ha partorito per strada ed in pochi minuti. Non sono stati ravvisati reati di alcun genere dagli investigatori per cui non sono scattate denunce o sanzioni a carico dei protagonisti di questo incredibile episodio.
















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