NARDO' - "Apprendo della lettera di risposta del signor Pietro alla mia proposta sulla installazione di dissuasori di velocità in prossimità delle scuole al fine di aumentare il livello di sicurezza stradale e dei nostri ragazzi. Anzitutto, lo ringrazio per gli spunti di interesse forniti e anche, perché no, per le critiche, che, se costruttive, male non fanno".
Io, Antonio Tondo, sono un cittadino neretino e non mi ergo a rappresentare il ruolo né di politico e né di esperto d’alcunché. Sono solo un cittadino neretino al servizio della mia città. Tutto ciò che faccio è solo il frutto dell’amore che provo per Nardò. Null’altro. E concordo con il signor Pietro, quando avverte della mancanza di segnaletica orizzontale sulle strade della nostra città o ancora dello smantellamento dei dissuasori di velocità nelle strade di periferia, due fattori che senz’altro mettono a repentaglio la sicurezza di noi tutti. Ma non vedo perché, di tutto ciò, il responsabile debba essere chi, come me, propone delle soluzioni per migliorare lo stato attuale in cui versa la nostra città e non invece chi, questa Città ha avuto il compito di amministrarla negli ultimi vent’anni.
Colgo l’occasione per ribadire e ricordare che la mia proposta riguardo la segnalazione sui dossi in prossimità delle scuole nasceva unicamente con l’intento di dare voce alle continue segnalazioni, sul tema oggetto di discussione, di numerosi cittadini neretini, cittadini come noi. Apprendo con dispiacere che il signor Pietro, che ringrazio nuovamente per la gentile risposta, non abbia colto l’occasione per firmarsi col cognome, affinché io possa accogliere personalmente il suo malcontento e le problematiche da lui segnalate.
Ritengo sia l’occasione propizia per instaurare un dialogo al riguardo e, per tale motivo, lascio in conclusione il mio indirizzo e-mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) per un dialogo maggiormente costruttivo, anziché quel “becero qualunquismo” che, ci tengo fermamente a chiarire, non rientra minimamente nel mio modo d’essere e non apporta miglioramenti alla nostra città, la cui crescita è invece tutto ciò che merita di essere posto sotto la luce dei riflettori. In tal caso, senza alcun tipo di dissuasore.
Antonio Tondo
















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