ROMA/NARDO' - Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, la Puglia di Renata Fonte e dei ragazzi del “Majorana” nell’intervento di Dario Stefàno.
Oggi in Senato il voto per fare del 21 Marzo la giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, di seguito l’intervento del senatore Dario Stefano e il link al video.
“Signora Presidente, colleghi senatori, era una giornata di primavera - precisamente dieci giorni dopo l'equinozio del non troppo lontano 1984 - quando a Nardò, un Comune come tanti del mio Salento, una giovane donna amministratrice, l'assessore alla cultura e alla pubblica istruzione, Renata Fonte, veniva freddata in modo atroce, con gesto vigliacco, da tre sicari sull'uscio di casa. La giustizia, in questo caso, ha fatto il suo corso. I colpevoli sono stati arrestati e gli assassini sono stati condannati.
Ogni anno l'impegno e l'esempio di Renata vengono ricordati con l'assegnazione di un premio a quanti, nel corso dell'anno, si sono distinti per impegni istituzionale e di netta opposizione ai comportamenti mafiosi. Renata è oggi, non solo in Puglia, sinonimo di speranza per la politica locale: una politica e una responsabilità che meritano qui una digressione in ragione dei dati sempre più preoccupanti che riferiscono di una crescita esponenziale delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali e su cui attendiamo la relazione finale da parte della Commissione di inchiesta istituita proprio in Senato. Renata è anche esempio per i giovani, che possono trovare nella sua pur breve vita un valido e autorevole modello cui ispirarsi, un riferimento valoriale e comportamentale.
È dunque nel mese di marzo (il mese che, per antonomasia, associamo alle donne e che le celebra nel mese della primavera) che si dà vita ad un'iniziativa che intende seminare e diffondere quei sani anticorpi che nascono, si sviluppano e crescono con la memoria storica condivisa in difesa non solo delle istituzioni democratiche, ma anche del senso primo e nobile della libertà della persona. Abbiamo impresso nella nostra mente il principio per il quale le idee camminano sulle gambe degli uomini e delle donne che si rendono e si prestano ad essere i loro pratici esempi. A tal proposito, quest'oggi il mio pensiero è rivolto anche ai ragazzi incappati in quella che appare come un'insopportabile beffa del diritto e che dovrebbe raccogliere in quest'Assemblea l'attenzione di noi tutti. Mi riferisco, nella giornata in cui istituiamo un riferimento valoriale ulteriore contro le mafie, agli studenti dell'istituto «Majorana» di Bari, in Puglia, che, riuniti da anni in una cooperativa, gestivano, dopo averlo rimesso in sesto, un resort confiscato al boss Sorangelo.
Ebbene, dopo dodici anni di processo e a vent'anni dai fatti contestati, la Corte d'appello di Bari ha annullato tale confisca, rimettendo nel possesso del Sorangelo questa struttura, nonostante le evidenti irregolarità. È una storia amara, questa, con un bruttissimo epilogo, che spero la procura generale riuscirà a far riscrivere presentando l'auspicato appello perché, come recita il dispositivo finale del disegno di legge in esame, che auspico diventi legge a breve, occorre narrare i «successi dello Stato nelle politiche di contrasto e di repressione di tutte le mafie». Per tali motivi, dichiaro il voto favorevole e convinto al provvedimento in esame".
















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