NARDO' - L'ex assessore Mino Natalizio, scrive al Segretario Provinciale del Pd Salvatore Piconese, agli Onorevoli Teresa Bellanova, Salvatore Capone, Federico Massa, all'Assessore Regionale Loredana Capone ed ai Consiglieri Regionali Ernesto Abaterusso e Sergio Blasi. Argomento: la gestione dei reflui di Nardò e Porto Cesareo.
"Egregio Segretario, in qualità di componente la Direzione Provinciale del partito, chiedo venga convocata con urgenza una Direzione Provinciale per discutere dell'annoso problema della gestione dei reflui di Nardò e Porto Cesareo.
Come noto, infatti, dopo varie proposte progettuali, si era giunti ad un accordo tra il Comune di Nardò, l'AQP e la Regione Puglia che aveva portato alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa siglato in data 30/09/2015, in cui in sostanza si prevedeva l'adeguamento dell'impianto di depurazione di Porto Cesareo e di Nardò al fine di conseguire:
· un refluo conforme ai limiti previsti nel D.M. n. 185/2003 per il riutilizzo in agricoltura;
· la realizzazione delle reti nelle aree marine del Comune di Nardò; la variazione (minimo raddoppio) della Condotta Sottomarina per evitare il ritorno in battigia del refluo in determinate condizioni meteo marine;
· la modifica del tracciato del collettore di collegamento tra l'impianto di Porto Cesareo e l'innesto per il conseguente scarico a mare mediante condotta sottomarina, in modo che tale tracciato non interessi più il sito SIC della Palude del Capitano.
È appena il caso di evidenziare come il Comune di Nardò abbia dovuto accettare (rectius subire) lo scarico a mare attraverso condotta sottomarina in quanto dai numerosi tavoli tecnici regionali e ministeriali è sempre emerso come questa fosse l'unica strada percorribile dal punto di vista tecnico giuridico essendo vietate altre soluzioni alternative quali, per esempio, lo scarico su suolo o sottosuolo (o nel Canale Asso classificato come corpo idrico superficiale non significativo). Questo nonostante una missiva inviata al Ministero dell'Ambiente in cui, tra l'altro, l'amministrazione comunale chiedeva allo stesso Ministero di valutare la possibilità di concedere deroghe alle norme di settore al fine di evitare lo sversamento in mare dei reflui, e di imporre l'adozione di soluzioni tecnologiche in grado di abbattere al minimo il carico inquinante in fase di depurazione ed ottenere nel contempo il riutilizzo massimo in agricoltura di questa importante risorsa.
Finora, quindi, non si è potuto ottenere altro che un miglioramento sostanziale del progetto iniziale di AQP e Regione, attraverso le modifiche di cui si è fatto cenno prima.
Successivamente, in seguito all'annunciata volontà del Presidente Emiliano di modificare il Piano di Tutela delle Acque della Regione Puglia nella direzione di evitare scarichi a mare, chiedendo apposite deroghe al Ministero, in data 10 Marzo 2016, Sindaco, Assessori Comunali e Consiglieri Comunali del Comune di Nardò, sottoscrivevano un documento da inviare alla Regione Puglia per chiedere al Presidente Emiliano l'immediata sospensione del Protocollo d'Intesa sottoscritto il 30 Settembre 2015 e approvato dal Consiglio Comunale il 29/01/2016, laddove era previsto lo scarico a mare delle acque reflue, la realizzazione della condotta sottomarina e il collettamento della rete fognaria di Porto Cesareo alla rete di Nardò.
Ciò nonostante, la Giunta Regionale con prot. n. 764 del 25/05/2016 pubblicata sul BURP n. 67 del 13/06/2016, deliberava di approvare il programma degli interventi ammissibili a finanziamento per il servizio idrico integrato, in cui figura anche la realizzazione della condotta sottomarina dell'emissario dell'impianto di depurazione di Nardò per un importo di 3.325.000€.
Appare palese, dunque, come la Regione stia assumendo una posizione quantomeno contraddittoria per ciò che riguarda il recapito finale dei reflui, visto che da un lato il governo regionale sostiene non vorrebbe farli finire assolutamente in mare (vedi Manduria e Fasano), mentre dall'altro si finanziano interventi che vanno nella direzione opposta (Nardò).
Da qui la richiesta urgente di una Direzione Provinciale, perché è doveroso che il PD leccese si assuma le proprie responsabilità davanti ad una situazione che vede la Città di Nardò al centro di una situazione molto delicata. Come spiegare, infatti, ai neritini che l'impianto di Fasano (che a detta di Emiliano deve essere preso come esempio virtuoso nel nuovo piano di Tutela delle Acque), possa riutilizzare i reflui sia per l'agricoltura che per ricaricare la falda acquifera messa in pericolo dai prelievi dei pozzi che fanno risalire l'acqua salata di mare, evitando così lo scarico a mare (tanto si evince dai comunicati stampa della Regione), mentre per Nardò questo non è possibile?
Certo di un sollecito riscontro alla presente, porgo distinti saluti".
Nardò li 11/07/2016
Mino Natalizio
Componente Direzione Provinciale PD
















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